![]() Francesco Lollobrigida, assessore ai Trasporti della Regione Lazio |
![]() Antonio Paglia, segretario Filt Cgil |
![]() Miranda Perinelli, segretario provinciale della Cgil |
![]() Il convegno della Cgil |
![]() Il pubblico |
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– La Trasversale non è un fatto privato, ma soltanto col pubblico si fa poca strada.
La Cgil trasporta il dibattito sulla viabilità nella Tuscia, in un convegno alla sala conferenze della Provincia, con una priorità. Il completamento delle Superstrada Orte – Civitavecchia, ma su come finanziare gli ultimi chilometri, tra il segretario Cgil Miranda Perinelli e il presidente della Provincia Marcello Meroi, le strade non s’incrociano.
“Un’opera realizzata per l’80 per cento con fondi pubblici – spiega la Perinelli – non credo possa essere completata con un project financing. Non abbiamo nulla contro gli interventi privati, ma il pagamento di un pedaggio, quando la gran parte della spesa è stata pubblica, non ritengo sia la soluzione migliore”.
Mentre Meroi è più pratico. “Non ci sono posizioni ideologiche – spiega il presidente della Provincia – ma se il pubblico non ha risorse, lo fanno i privati. La cosa che a me interessa è arrivare velocemente a Civitavecchia”.
All’incontro, organizzato dalla Cgil e dalla Filt, molte le presenze anche a livello regionale del sindacato e molti gli ospiti. A cominciare dall’assessore regionale ai Trasporti Francesco Lollobrigida, il consigliere Pd Giuseppe Parroncini, il presidente Interporto Marcello Mariani, Domenico Merlani e Antonio Delli Iaconi, Unindustria.
A presiedere, il presidente Filt Cgil Antonio Paglia.
“Per la Trasversale – ricorda Miranda Perinelli – la Regione ha confermato i 117 milioni messi dalla precedente amministrazione, fino a Monteromano est, quindi manca l’ultimo tratto”.
La Superstrada non è che una delle incompiute nella Tuscia. “Bisogna pensare anche alla ferrovia, è prioritario il ripristino della Civitavecchia Capranica Orte, a servizio dell’interporto”.
Su binario non c’è da farsi trasportare dall’entusiasmo nella Tuscia. “Sulla linea Cesano – Roma abbiamo perso i dieci minuti guadagnati, adesso ci vuole più di un’ora e 50 minuti per arrivare a destinazione. Sono soltanto ottanta chilometri e passando per Orte, se i treni dovranno transitare in futuro sulla linea lenta, la percorrenza arriverà a un’ora e mezza, con stop alla stazione Tiburtina”.
Tornando su strada: “Ci sarebbe il raddoppio della Cassia. Esiste un progetto datato 2010 depositato in Regione di cui non si sa nulla”.
Il consigliere regionale Pd Parroncini punta il dito sul taglio di 160 milioni al trasporto pubblico, che su un totale di 900 milioni incide molto. “Il vero problema per noi – spiega Parroncini – è il sistema ferroviario. Sulla carta non saremmo messi male. Abbiamo diverse linee, alcune importanti, ma poi sono tutte obsolete o dismesse. Adesso anche prese di mira dai vandali”.
Il pubblico deve approfittare dei privati, seppure a certe condizioni, secondo l’assessore regionale Lollobrigida. Più che di Viterbo preferisce guardare alla situazione d’insieme nei trasporti.
“C’è un protocollo d’intesa per Roma 2020 – ricorda Lollobrigida – che Ferrovie non ha ancora firmato.
Lì dentro passa molto dello sviluppo delle ferrovie laziali. Abbiamo inserito anche Capranica Civitavecchia.
Non otterremo subito i soldi, ma una via l’abbiamo indicata”. Grande assente l’aeroporto. Nessuno tra i presenti ne ha parlato. Non fa parte del presente e a quanto pare, nemmeno del futuro. Semmai un ricordo, già lontano.






