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“Cosa hanno fatto di male i nostri ragazzi?”

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Riceviamo e pubblichiamo – Cosa hanno fatto i ragazzi di Fabrica di Roma? Qualcosa devono aver fatto, o in questa vita oppure in una passata altrimenti non si spiega il motivo di questa espiazione alla quale vengono sottoposti in maniera continuativa dal Comune di Fabrica di Roma.

Lasciamo perdere l’assenza cronica di spazi per i giovani che non siano i soliti bar (a Fabrica di Roma se ne contano una ventina). Lasciamo stare anche il fatto che sin da piccoli si sono avvelenati con l’arsenico nell’acqua e la situazione non pare minimamente migliorare dato che i livelli aumentano mentre diminuiscono i soldi per costruire i dearsenificatori che potevano essere racimolati con la vendita della farmacia comunale. Soldi invece sperperati in opere inutili e in disorganizzati lavori trimestrali che a breve lasceranno molti giovani col sedere per terra quando l’entità delle cifre spese poteva creare lavoro vero, non pie illusioni.

Lasciamo perdere insomma che questi giovani fabrichesi sono costretti a vivere in un paese che è mal collegato con le scuole e l’università viterbese, per non parlare di Roma. Lasciamo perdere tutto questo, ma non possiamo lasciar perdere l’ultima grave pena inflitta a questi poveri ragazzi, colpevoli solo di aver risposto a una domanda del Comune che reclutava ragazzi disponibili a un viaggio a Bruxelles, cosa buona e giusta, solo che si scopre solo ora, il viaggio si farà sotto le ali protettive di Magdi Cristiano Allam, l’eurodeputato di ““Io amo l’Italia”,” di cui è presidente.

Difatti, condizione essenziale per poter usufruire del viaggetto è assistere a una conferenza del nostro beniamino “cristiano”.

Di certo la promotrice del viaggio crediamo debba essere la signora Maria Rosaria Pacelli, assessore esterno al Comune di Fabrica di Roma e adepta dell’eurodeputato che in articoli sul sito di ““Io amo l’Italia”” chiama “il mio presidente”.

Da notare che per partecipare al viaggio non si è usato il discrimine del reddito o dello studio. A Fabrica si usa il metodo del “chi presenta per primo la domanda.

Dicevamo che i ragazzi devono assistere a una conferenza del nostro beniamino Magdi Allam, che ultimamente si è distinto per delle uscite non troppo felici, come quella sul multiculturalismo, fenomeno che aborre e che considera fonte di ogni male, compreso l’attentato del folle norvegese.

“L’’ideologia del multiculturalismo è la trasposizione in ambito sociale del relativismo che si fonda sulla tesi che per amare il prossimo si debba sposare la sua religione o le sue idee” dice Allam.

Quindi il multiculturalismo, secondo la sua definizione, è quella cosa che se, per esempio, sei un musulmano e ti trasferisci in occidente, ti spinge a sposare la religione cristiana e le sue idee.

In pratica Magdi Cristiano Allam si considera pericoloso, è evidente. Sarà per questo che giorno e notte siamo costretti a pagargli una scorta?

Oppure la più recente infelice uscita del 4 novembre, dove in attesa del Nobel per l’economia azzarda una fantasiosa tesi secondo la quale ci converrebbe uscire dall’euro, elenca tutte le nefandezze provocate dall’euro e ci raccomanda di tornare alla cara vecchia lira, dimenticando di dire che ciò comporterebbe una catastrofe finanziaria per tutti gli italiani che si ritroverebbero con carta straccia in mano e mutui esorbitanti da pagare.

Però dice Cristiano Allam, “potremo rinascere come civiltà con un’anima che mette al centro la persona non la moneta, perseguiremo il bene comune, non il profitto, costi quel che costi”.

Sembra di ascoltare il suo amico, l’altro economista di fama mondiale che si chiama Silvio.

Magdi… abbiamo già dato grazie, l’Italia si sta risvegliando.

Purtroppo anche la sopracitata assessora del nostro Comune, sta seguendo i consigli del suo presidente, e cioè che è meglio essere più poveri. Non si spiega altrimenti la scelta scellerata di vendere la farmacia comunale, l’unica entrata certa di cui poteva disporre il nostro Comune, e la dispersione dei relativi fondi in raccoglimento foglie secche e potature di alberi.

La minoranza costituita dai due consiglieri del Pd fabrichese lo ha ribadito anche nell’ultimo consiglio: dopo aver improvvidamente venduto un bene di tutti almeno potevate fare buon uso reinvestendolo allo scopo di aumentarne il valore. Invece l’obiettivo di rendere più povera la comunità fabrichese è stato centrato. Complimenti.

Siamo certi che i nostri ragazzi porteranno tutta la loro criticità verace nello zaino, o almeno questo è quello che ci auguriamo oltre a non dover leggere patetici manifesti di smentita con spese a nostro carico.

Partito democratico Fabrica di Roma


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