![]() Francesco Mattioli |
– Sono grato al consigliere regionale Giuseppe Parroncini che ha voluto ricordare l’importanza del territorio farnesiano come volano di sviluppo turistico del Viterbese.
Era questo un obiettivo della giunta presieduta da Ugo Nardini (in cui ero assessore alla cultura e al turismo), che si inscriveva nel Parco storico archeologico e ambientale della Tuscia, e che si concretizzò nell’istituzione di un Itinerario farnesiano, tuttora indicato da appositi cartelli turistici.
L’intento dell’Itinerario, nel progetto da me ideato e realizzato, non era soltanto quello di fornire un percorso turistico ad uso dell’automobilista, ma faceva da sfondo ad una serie di periodiche iniziative culturali (concerti, mostre, ecc.), denominate “Su invito dei Farnese”.
Di tutto ciò, temo che siano rimasti solo i cartelli indicatori… e la memoria dell’Itinerario stesso si è evidentemente perduta, tanto da indurre Parroncini ad operare per pensarne uno nuovo.
Il fatto è che, nel tempo, le varie amministrazioni succedutesi a Palazzo Gentili non hanno voluto o potuto riprendere il discorso, vuoi per mancanza di iniziativa, vuoi per una diversa concezione delle priorità, vuoi e forse soprattutto, per mancanza di fondi.
Perciò sarebbe opportuno, a partire dalle intenzioni espresse da Giuseppe Parroncini, che le istituzioni locali, ciascuna per il ruolo che le compete, incalzassero la Regione (l’unica in grado di investire oggi su un progetto del genere) per garantire una rinascita, non solo turistica ma anche culturale, dell’Itinerario farnesiano.
Francesco Mattioli
