Riceviamo e pubblichiamo – Da tempo ci chiedevamo che fine avesse fatto “Vivere Orte”, il movimento dei cattolici ortani, nato per contribuire allo sviluppo della nostra cittadina in maniera autonoma e indipendente dai partiti politici, dopo la fallimentare esperienza dell’Amministrazione Rossi 2 e quella della Giunta Pattumelli, che vinse le elezioni plebiscitariamente per sei voti.
Ora lo sappiamo, la foto parla chiaro: è finito nell’Udc di Casini, archiviando il manifesto di intenti che era stato condiviso da dieci firmatari, compresi i sottoscritti, alla nascita del movimento.
Non che avessimo nulla contro l’Udc, ma forse sarebbe stato più opportuno dire chiaramente che “Vivere Orte” non esisteva più perché confluito in un partito politico.
Questo modo di fare, un po’ ambiguo e poco chiaro, è stato il motivo fondamentale per cui i sottoscritti, tra i fondatori del movimento, hanno preferito prenderne le distanze.
Comunque, acclarato nei fatti che il movimento e la sua attuale, misteriosa dirigenza non esiste più, siamo seriamente intenzionati, in qualità di co-fondatori, a rivendicarne il nome e le finalità.
Finalità sintetizzate nell’art.1 dello statuto del movimento: “Il movimento promuove e sostiene l’impegno politico e la partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica; promuove la definizione di un Progetto per la costruzione di una Città per l’uomo”.
Massimo Mattei, Pietro Testacuzzi e Lucio Pirolli