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“La Polverini si sta montando la testa”

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Giuseppe Parroncini

Giuseppe Parroncini

“La Polverini si sta montando la testa”. “Pipino è un ragioniere della sanità”. “Ok al rapporto con l’Udc”.

E’ un fiume in piena Giuseppe Parroncini (Pd). Pur sforzandosi, il consigliere regionale non riesce a trovare nemmeno un aspetto positivo nella gestione Polverini. La Regione è paralizzata da una giunta inesistente e la sanità è allo sfascio. Per non parlare poi dei trasporti, dei rifiuti e dei continui tagli.

Che aria tira in Regione?
“Da settembre a oggi – dice Parroncini -, in consiglio è mancato quasi sempre il numero legale. C’è una paralisi in atto. E’ pericoloso e si rischia di tornare indietro perché non si decide su niente”.

Qual è la situazione della Sanità?
“Un disastro. Mancano i posti letto che, ora, si calcolano in base alle macroaree. A Civita Castellana abbiamo perso il reparto di ostetricia e ginecologia e a Ronciglione quello ematologia. Montefiascone è stato declassato, mentre ad Acuapendente si è passati da 72 a 8 posti letto. La chirurgia è stata smantellata. E in tutto questo aumenta l’esodo passivo. La Regione vorrebbe risparmiare e, invece, ottiene solo l’effetto contrario”.

In tutto questo, come valuta l’azione del direttore generale della Asl Adolfo Pipino?
“Si comporta da ragioniere della sanità – afferma -. Non fa altro che applicare meccanicamente i decreti della Polverini. In realtà, Pipino dispone di una certa autonomia e potrebbe usarla per prendere delle decisioni, salvaguardando, per esempio, Acquapendente che la Polverini vuole chiudere. Un ospedale di zona per le emergenze è invece necessario così come un pronto soccorso e una chirurgia di base. Anche per trattenere l’utenza sul posto ed evitare la crisi a Belcolle”.

E sul fronte dei trasporti?
“C’è in atto una manovra pericolosa – dice Parroncini -. L’Atac si occupa del trasporto urbano di Roma, delle metropolitane ed dell ex ferrovie concesse Roma-Lido e Roma-Civita Castellana-Viterbo.

Con la scusa che ci sono meno finanziamenti, la società sta pensando di fare dei tagli proprio sulle province e quindi sulla Roma-Viterbo, che sarebbe invece una valida alternativa di collegamento con la Capitale rispetto alla principale che passa per Bracciano. Si scaricano di nuovo i problemi di tutto il Lazio e di Roma sulla periferia. E’ un pericolo che dobbiamo contrastare”.

Sembra di capire che lo stesso valga per le discariche…
“Sì. Anche in questo caso siamo noi a rimetterci. L’alternativa a Malagrotta, infatti, doveva essere individuata all’interno del comune di Roma. Pecoraro, prefetto di Roma e commissario per i rifiuti, ha indicato, invece, Riano che si trova vicino Viterbo”.

Secondo lei da cosa dipende tutto questo?
“Il centrodestra – riflette Parroncini – ha sempre detto che la filiera, governo-regione-provincia, di uno stesso schieramento sarebbe stata un vantaggio per il territorio. Per me, al contrario, è diventata un danno. Governo e Regione si scontrano sul piano casa. La Provincia attacca la Regione per i tagli alla cultura. C’è qualcosa che non va”.

Un referendum lanciato da Tusciaweb su Facebook, con quasi duemila risposte, rivela che una larga maggioranza non ama la Polverini. E in Regione?
“Secondo me la Polverini si sta montando un po’ la testa – dice -. Trascura completamente il rapporto con il consiglio regionale al quale non partecipa mai. Sminuisce la giunta. Gli assessori mi sembrano delle comparse. A comandare, infatti, sono lei e il suo staff di sindacalisti ex Ugl”.

E in questo, che ruolo ha la maggioranza?
“La maggioranza è uno sfacelo. Nei consigli regionali – spiega – manca sempre il numero legale, probabilmente perché non c’è un lavoro dietro. C’è la Polverini e basta”.

Nessun aspetto positivo, dunque…
“Ne vedo gran pochi…”, afferma amareggiato.

Secondo lei come è possibile che la governatrice abbia scelto, per la sua giunta, dilettanti della politica allo sbaraglio come l’assessore all’Agricoltura Angela Birindelli?
“Già il fatto che su sedici assessori quattordici siano esterni, la dice lunga – commenta Parroncini –. Mostra la concezione che la Polverini ha dei suoi assessori. Li ha in pugno, perché da esterni, possono essere rimossi in qualsiasi momento. Con questa squadra, dunque, ha il comando totale”.

E’ giusto fare una giunta sulle esigenze della maggioranza e non dell’amministrazione?
“Non è giusto no. Così i problemi della maggioranza e quelli interni ai partiti prevalgono sul quelli del territorio. E i cittadini ne pagano le conseguenze”.

Sul fatto, invece, che per rispettare le quote rosa venga arruolato chiunque?
“Le scelte sono state fatte anche dai partiti che dovrebbero fare un esame di coscienza sulle proposte avanzate. Ed è quello che è successo a Viterbo, tra l’altro con il ridicolo passaggio con Battistoni costretto alle dimissioni. Al di là delle persone comunque, guardo ai risultati e, sinceramente, in agricoltura non ne vedo, anche perché le scelte della Regione sono, complessivamente, inadeguate”.

Come è la situazione del Partito democratico?
“Mi sembra che ci sia una ripresa – afferma Parroncini -. E’ dinamico, si lavora di più sui circoli. Sia Andrea Egidi che Alessandro Dinelli si stanno muovendo bene e considero positiva questa fase di gestione”.

Come giudica l’opposizione in Comune e Provincia?
“Dico che bisogna uscire dal palazzo. Dobbiamo ascoltare la gente e fare proposte. Non possiamo vivere sulle beghe del centrodestra. E’ troppo comodo limitarci a denunciare l’incapacità di governo e la mancanza di risposte al territorio del nostro avversario. Serve uno sforzo in più. Dobbiamo agganciare i cittadini e mostrare loro l’alternativa”.

Favorevole, infine, a un’alleanza con l’Udc?
“Sì. Sono favorevole a un rapporto che si basi su programmi seri e concreti, perché, in quello schieramento, ci sono tante persone capaci e legate al territorio. Invito quindi l’Udc a staccare la spina a entrambe le amministrazioni regionale e provinciale perché ci stanno rimettendo sotto il profilo politico”.

Paola Pierdomenico


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