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“Le imprese vogliono guardare al futuro”

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Alcuni artigiani con Melaragni e Pieri

Alcuni artigiani con Melaragni e Pieri

Melaragni e Pieri

Melaragni e Pieri

La manifestazione a Roma della Cna

La manifestazione a Roma della Cna

Riceviamo e pubblichiamo – E’ stata davvero una bella piazza, quella degli artigiani e dei piccoli e medi imprenditori della Cna, ben tremila, che questa mattina hanno manifestato a Roma, per far sentire “le voci della crisi” e per dire che no, non si arrendono a una crisi che ha un impatto devastante, soprattutto sulle piccole e piccolissime dimensioni. 300 gli imprenditori della Tuscia che hanno raccolto l’appello alla mobilitazione e, appena arrivati in piazza Farnese, insieme con i colleghi delle altre province, hanno riconsegnato simbolicamente, gettandole in un’urna, le chiavi dei loro laboratori.

“Ma le imprese non vogliono chiudere, anzi. Hanno raccontato gli ostacoli che trovano ogni giorno sul loro cammino, la mancanza di liquidità, con gli enti, Regione in testa, che non pagano più, e le scelte difficili che molte di loro sono costrette ad affrontare, come il ricorso alla cassa integrazione. Però hanno mostrato anche la voglia di farcela, l’orgoglio di chi lavora con passione, è radicato nella cultura del territorio, ha sempre contribuito a creare ricchezza e occupazione e adesso non rinuncia”, affermano Angelo Pieri e Luigia Melaragni, rispettivamente presidente e segretaria provinciale della Cna di Viterbo, soddisfatti per la grande partecipazione e per “la validità delle proposte che abbiamo presentato”.

“Se non riparto io, non riparte l’Italia”: questo lo slogan dell’appuntamento. Gli imprenditori sono stati i veri protagonisti, con le loro storie raccontate all’interno degli stand delle unioni di mestiere, sul palco e in piazza, dove c’erano, ad intervistarli, tanti organi di informazione.

“Abbiamo scelto la piazza, perché questa è il luogo di tutti e nostro obiettivo è il bene non solo delle imprese, ma del Lazio e del Paese”, sottolineano Pieri e Melaragni.

E’ stato diffuso il dossier “I numeri della crisi”, a cura della Cna e del Cer (Centro Europa Ricerche). Gli investimenti in costruzioni, nel Lazio, sono crollati, dal 2008 a oggi, del 27,2 per cento, più che nel resto d’Italia, dove la flessione si è fermata al 22,3. E visto che, nell’edilizia, i soldi non girano più, le aziende non assumono: il saldo tra assunzioni e licenziamenti, nella regione, è di oltre 3.600 unità.

Tra i dati più significativi, quelli sui consumi di alimenti e bevande, in calo (-3,2 per cento tra il 2007 e il 2010). E quelli sull’immatricolazione di nuove auto in Italia, in picchiata (dai 18,9 milioni di gennaio di quest’anno all’1,5 di ottobre). Dietro i numeri, fenomeni allarmanti, come la contraffazione: il Lazio detiene il triste primato dei sequestri (12.156 tra il 2008 e il 2010).

Cna Viterbo


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