![]() Mariola Michta |
![]() L'avvocato Roberto Fava |
![]() L'imputato Giorgio De Vito |
– Michta, se ne riparla il 23 gennaio.
Arriverà il prossimo 23 gennaio la risposta del tribunale del Riesame alla richiesta di scarcerazione di Mariola Henrycka Michta, la donna condannata a diciott’anni per l’omicidio di Marcella Rizzello.
L’avvocato della 34enne polacca ci riprova. Dopo il rigetto, a fine ottobre, della prima istanza da parte del gup Rigato, l’avvocato Roberto Fava ha fatto ricorso. Questo perché, a suo dire, non sussiste più alcuna esigenza cautelare. In parole più semplici, non c’è più alcun motivo valido per il quale la Michta debba restare in carcere.
Arrestata il 17 maggio 2010, alla donna sono stati contestati i reati di omicidio e rapina, in concorso con il suo ex Giorgio De Vito, tuttora in attesa di giudizio. I due erano accusati di aver ucciso la 30enne di Civita Castellana Marcella Rizzello, massacrata davanti alla sua bimba di 14 mesi con trenta coltellate. Il delitto avvenne in casa della donna, in una villetta in via dei Latini, a Civita.
Le strade dei due imputati si sono presto divise. Per De Vito è ancora in corso il processo in Corte d’Assise. La Michta, invece, è stata giudicata con rito abbreviato e condannata l’11 aprile scorso a diciott’anni di reclusione, tre anni di libertà vigilata e interdizione dai pubblici uffici.
L’avvocato Fava ha già depositato il ricorso in appello, che integrerà, nei prossimi giorni, con ulteriori motivi di impugnazione che il legale vuole aggiungere. Motivi riguardanti, probabilmente, la presenza della Michta sulla scena del delitto, messa in forse dai documenti che, il 3 febbraio 2010, la vorrebbero al Cto per una visita medica.


