![]() Roberto Pepponi, amministratore delegato Union Printing |
![]() Le bobine in fiamme |
![]() Le bobine ancora in fiamme il giorno dopo l'incendio |
![]() Il deposito Union Printing il giorno dopo l'incendio |
– “Abbiamo perso la materia prima”.
E’ telegrafico Roberto Pepponi. L’amministratore delegato della Union Printing non vorrebbe parlare al telefono. A quarantott’ore dal rogo che ha distrutto il deposito di carta della sua azienda, Pepponi conta i danni, non inferiori a centinaia di migliaia di euro (fotocronaca: ancora fiamme al deposito di carta – il deposito in fiamme* “nevica” carta * vigili del fuoco in azione video: ancora fiamme * vigili del fuoco in azione * “nevica” carta).
Ha fretta. C’è l’inventario da fare. La polizia alle prese con le indagini di rito. I vigili del fuoco con gli idranti ancora in mano per spegnere gli ultimi, ostinati focolai. Lui era con loro, ieri sera, quando ha ricevuto la telefonata di Tusciaweb.
“Non sappiamo ancora né quanta carta c’era né quanta è andata bruciata – spiega, in diretta dal deposito andato a fuoco in via dei Fabbri, appena fuori Viterbo -. Servirà qualche giorno per capire a quanto ammontano i danni. Stiamo cercando di fare una stima precisa”.
Lo spettacolo, comunque, è spettrale. Il deposito sulla Teverina, è ridotto a un campo di battaglia. Le fiamme rosse di venerdì pomeriggio hanno lasciato il posto a una coltre di fumo. Una spianata grigia in cui si innalzano lo scheletro del capannone e le torri di carta bianche e nere mangiate dal fuoco, che in lontananza sembrano tanti stracci sporchi di fuliggine. L’incendio è iniziato alle 17 di venerdì, sprigionato da alcune grosse bobine di carta, ed è andato avanti a oltranza fino a ieri pomeriggio. Morti, per fortuna, non ce ne sono. Il deposito, a quell’ora, era vuoto.
La causa del disastro è ancora da accertare. Ma Pepponi sembra sicuro: “Non è stato un incendio doloso”, dice laconico, senza incertezza. Lo confermano le forze dell’ordine e i vigili del fuoco che, seppur in modo un po’ più cauto, dicono comunque la stessa cosa: la natura del rogo, almeno per ora, sembrerebbe accidentale.
La perdita, in ogni caso, è immane per l’azienda. L’attività andrà avanti. Ma, come spiega Pepponi, “manca la materia prima”. E lavorare senza carta sarà indubbiamente più complicato per una tipografia. Bisognerà vedere quante bobine il rogo ha risparmiato. Ma le fiamme hanno continuato la loro lenta opera di distruzione per tutto il pomeriggio di venerdì e poi ancora la notte e il giorno successivo. Sarà difficile che, in quell’inferno di fiamme e fumo, si sia salvato qualcosa.
Stefania Moretti



