![]() Guido Cianti, sindaco di Sutri |
Riceviamo e pubblichiamo – Ho letto sul web il commento di Vincenzo Petroni riguardo alla revoca del suo incarico di vice sindaco e assessore. Ritengo che liquidare un simile atto motivandolo con un “a Cianti dà fastidio chi lo critica”, risulti semplicistico e fuori dalla realtà.
Chi mi conosce sa bene qual è il mio carattere e quanto possa essere stato difficile, per me, arrivare ad un atto così forte e, sotto certi aspetti, dirompente. La mia non è stata una decisione “di getto”, ho riflettuto a lungo prima di prendere questa decisione. Ho riflettuto e valutato con la convinzione di aver dato molto all’amministrazione di questa città e specialmente nei dieci anni passati da assessore con Vincenzo Petroni sindaco.
Ho affrontato per dieci lunghi anni le problematiche sociali, della scuola, dei trasporti e dell’associazionismo sempre con il massimo impegno, cercando di sollevare il più possibile l’allora sindaco Petroni dalle problematiche che emergevano all’interno di tale importante assessorato e comunque, mettendo sempre al primo posto la lealtà verso i colleghi e l’unità della squadra e senza far mai trapelare all’esterno le eventuali divergenze. Questo atteggiamento, ritengo adottato anche dagli altri assessori, ha portato una squadra vincente alle elezioni del 2008.
Da quando faccio il sindaco di questa città, anche grazie all’appoggio di Vincenzo Petroni e di tutti gli altri componenti la lista, la musica è cambiata. Colpa del sindaco Cianti che non ha avuto polso per tenere a bada tutti gli assessori? Può darsi! Ma perché mi sarei dovuto preoccupare di tenere sotto “controllo” un assessore come Vincenzo Petroni, che dall’alto della sua esperienza poteva essere, per me, solo una risorsa?
Fin dall’inizio del mio mandato non gli ho dato soltanto fiducia. Sono convinto di non avergli negato mai niente riguardo all’assessorato che rappresentava, lasciandogli la massima libertà sulle iniziative assunte. Quando mi ha chiesto di poter andare a rappresentare la nostra città in organi politico-amministrativi importanti come il consiglio regionale dell’Anci (come consigliere), il consiglio delle autonomie locali in Regione (come consigliere) e il gruppo di azione locale etrusco cimino (qui addirittura come presidente) ho dato il mio assenso senza nemmeno convocare gli altri membri della maggioranza.
Ma, purtroppo, tutta questa fiducia non è stata lealmente ricambiata da Vincenzo Petroni. E spiego il perché con alcuni esempi:
Ho trovato assurdo e incompatibile con la fiducia prestata:
– aver dovuto difendere l’associazione proloco, dove il sindaco è membro di diritto, da una diffida presso la provincia circa l’illegittimità del consiglio in carica promossa dal mio assessore alla Cultura e Turismo Vincenzo Petroni. Di norma gli assessori alla cultura dovrebbero collaborare con la proloco o comunque non distruggerla;
– approvare all’unanimità una delibera di giunta che aumentava le aliquote della tassa rifiuti e acqua al fine di equilibrare il bilancio in sofferenza e vedere il mio assessore e vice sindaco Petroni contattare immediatamente i consiglieri di minoranza per promuovere un attacco in bacheca contro il sindaco che gli aveva fatto votare l’aumento delle tasse contro la sua volontà;
– essere attaccato dal vicesindaco Petroni davanti a cinquanta commercianti in una riunione, promossa da me, storica per i commercianti stessi che erano finalmente riusciti a ricompattarsi; in quella riunione contestò anche il lavoro pubblico della ormai famosa “circonvallazione” derubricandolo ad “operetta insignificante” . Lui, il nuovo progetto l’ha votato.
Ma il fatto che ha deteriorato definitivamente i rapporti tra vari consiglieri in maggioranza e conseguentemente in giunta è stata l’ indisponibilità del vicesindaco Petroni a voler rispettare un accordo sottoscritto nell’aprile 2008 con gli altri assessori e il sindaco, con il quale venivano distribuiti gli assessorati e divisa in due periodi la carica di vicesindaco con una staffetta di due anni e mezzo a un assessore dell’Udc e due anni e mezzo ad un assessore dell’allora An (oggi Pdl).
Quell’accordo non era stato sottoscritto dalle forze politiche ma tra assessori, aveva prodotto i suoi effetti e doveva, secondo me, essere assolutamente rispettato. Lui ha invece voluto portare il problema all’interno delle forze politiche che, ovviamente, non potevano concordare su un accordo che non avevano sottoscritto. E’ bene domandarsi, però, perché quando c’era da prendersi i tre incarichi suddetti, lui non ha usato lo stesso metodo e cioè far decidere le forze politiche, in quel caso si è preso gli incarichi e basta.
Questo atteggiamento è stato usato da Petroni per cercare di logorare costantemente i rapporti tra i vari consiglieri e il sindaco con un ovvio riflesso negativo sull’azione di governo e sull’immagine del sindaco e della giunta.
Se questo per Vincenzo Petroni non è sufficiente per pensare di aver perso la fiducia nei confronti del sindaco faccia pure. Io invece ritengo che un tale atteggiamento sia più devastante di qualsiasi divergenza sulle singole attività della giunta, divergenze che peraltro ci sono state, sempre più frequenti negli ultimi mesi e che, di fatto, hanno bloccato l’attività amministrativa. Altro che “critiche” qui si parla di lealtà e fiducia.
Mi sono preso la responsabilità di dare un taglio a questa situazione nella speranza di far riflettere tutti sulle vere motivazioni che ci portano a guidare questa città e se veramente vogliamo tutti mettere in campo azioni concrete per farla crescere. Qui le forze politiche c’entrano poco. Non voglio togliere nulla né all’Udc né al Pdl. L’equilibro deve essere assolutamente quello concordato.
Dalle azioni di Petroni, sembra che abbia un’idea diversa sulle motivazioni che mi accompagnano nel guidare questa maggioranza. Vedremo, solo i fatti potranno svelare la verità.
Una cosa è certa, da quando ho sollevato il problema e gli ho paventato la revoca dell’incarico per indurlo a recedere dal suo atteggiamento, mi risulta che Vincenzo Petroni si sia subito preoccupato di girare per consiglieri comunali e chiedere di mettere la firma per dare la sfiducia al sindaco Cianti e far cadere l’amministrazione, senza pensare ad altro.
Non mi sembra che abbiamo le stesse intenzioni.
Guido Cianti
