![]() Il presidente della Provincia Marcello Meroi |
– Il problema vero non è la crisi nell’area euro, non è il rischio default Italia, non è lo spread che che schizza verso l’alto. L’angosciosa domanda con cui ogni viterbese si sveglia tutte le mattine è: riusciranno a eleggere il nuovo presidente del consiglio provinciale?
Mesi di pena e preoccupazione verso quei bravi politici impegnati in un così gravoso compito. Soffrono, si riuniscono, fanno e disfanno. Poi ricominciano tutto daccapo. Qualsiasi uomo di buona volontà non può non commuoversi di fronte a un così tanto gravoso (e inutile) impegno e chiedersi se non sia il caso di sollevarli da un’impresa (per loro) umanamente impossibile.
Da giugno a oggi ancora nulla. E tutto lascia presupporre che l’argomento, al primo punto all’ordine del giorno nella seduta odierna del consiglio, sarà di nuovo disatteso. L’intesa nel Pdl non c’è ancora. Un caso politico di cui sono stati investiti i vertici romani del partito.
Il candidato favorito sembrava essere Vincenzo Bruni. Ora non più. Sembrerebbe che in zona senatore Augello (cui la senatrice Allegrini è politicamente vicina) stia spingendo per Antonio Fracassini. O alla presidenza o a un ruolo in Comune. Chissà che Meroi non ceda.
Intanto la confusione regna sovrana. Perché stavolta un accordo politico era praticamente fatto. In dodici sicuramente avrebbero detto sì. Ne mancava soltanto uno. Escluso Fracassini, Camilli o Torromacco (gli altri due non allineati), facile immaginare un voto favorevole. Il primo perché è in sintonia con l’assessore comunale Galati e un suo strappo potrebbe produrre conseguenze pure a palazzo dei Priori, il secondo perché di fronte a un gruppetto compatto magari si sarebbe convinto.
Invece la candidatura di Bruni è stata portata avanti fino a quando era palese la non elezione e oggi che qualche possibilità poteva esserci, viene rimessa in discussione. Mistero.
L’intesa non c’è e l’Udc, che finora si è rimesso alla volontà dell’alleato Pdl, potrebbe decidere d’avere aspettato abbastanza e andare per conto proprio. Seppure Giulio Marini inviti alla pazienza.
“Agli alleati chiedo d’avere pazienza – dice Marini – lo faccio scusandomi anche con loro, ma è giusto prendere il tempo necessario”. E’ stato un errore per Marini, inserire il punto quando ancora l’intesa non era certa.
“Chiedo scusa al consiglio e agli elettori, ma fortunatamente l’attività a palazzo Gentili prosegue lo stesso”.
Giusto e viste le figuracce collezionate, non sarà il caso di alzare bandiera bianca?
