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Salute, non c’è più nemmeno l’assistenza essenziale

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La Cittadella della Salute, sede della Asl

La Cittadella della Salute, sede della Asl

Riceviamo e pubblichiamo – Le scriventi organizzazioni sindacali intervengono nella ormai insostenibile situazione della sostituzione del personale infermieristico in malattia e assente per maternità, e all’esito della lettura della nota in oggetto, nota tanto sorprendente quanto inaccettabile, dalla prima parola all’ultima.

Intanto, è insultante per i cittadini la premessa, nella quale si sottolinea la locuzione al fine di mantenere i livelli essenziali di assistenza e per impedire l’interruzione di pubblico servizio; la sottolineatura e il carattere grassetto suonano offensivi.

I livelli essenziali di assistenza non sono rispettati neanche con l’arrivo di questi otto infermieri, che vengono quasi calati come se fossero un regalo o una graziosa concessione.

A breve avvieremo azioni legali per imporre alla Regione e all’azienda il rispetto di tali prestazioni e il diritto alla salute; ci riserviamo di valutare eventuali aspetti penali, documentando, a questo punto, tutti i casi di danni che deriveranno all’utenza.

Nel frattempo, chiediamo alla Polverini e a Romano di avere il coraggio di scrivere e firmare che i livelli essenziali di assistenza sono rispettati.

Passata questa premessa, leggere che la Regione impone alla direzione generale dove e come assegnare e impiegare i dipendenti, è letteralmente incredibile.

Dato che la Regione non ha assolutamente il potere di disporre di una cosa simile; questa competenza perviene al direttore generale, che è stato prescelto a tal fine ed è pagato per questo.

È il direttore generale della singola azienda il responsabile dei servizi sanitari che organizza e gestisce le risorse, non un ufficio della Regione Lazio.

Dal punto di vista del diritto amministrativo, la nota – nella parte in cui ritiene di essere precettiva – è del tutto inefficace per incompetenza; ovviamente, ora sta al direttore generale dare prova di autonomia, ovvero accettare quello che è un vero e proprio commissariamento (oltre tutto illegale in quanto operato in via di fatto).

Infine, ci induce una profonda irritazione il punto di cui alla lettera B), in cui si pretende che le assunzioni siano effettuate da graduatoria di concorso pubblico.

Intanto, perché la questione sta determinando un’incomprensibile indecisione del direttore generale, che vorrebbe attingere da liste della Asl di Civitavecchia.

In effetti, la Ausl di Viterbo ha una sua graduatoria, formata per avviso pubblico, aperta a tutti i coloro che hanno i titoli (cioè non limitata al personale precario).

Da questa graduatoria si possono e si devono attingere gli infermieri per i contratti a termine.

Da una graduatoria formata nella Ausl di Civitavecchia non si può e non si deve attingere alcunché.

Intanto perché quella graduatoria è esattamente uguale alla nostra nella modalità di formazione (apertura a coloro che hanno i titoli in base a procedura di evidenza pubblica).

Poi, perché quella è stata prevista (e pubblicizzata) per personale destinato a lavorare a Civitavecchia.

Dunque, proprio sotto il profilo del concorso pubblico, esattamente come concorso pubblico non è valido, dato che se si vuole formare una graduatoria da utilizzare per lavorare in un ambito, si deve pubblicizzare nel bando.

Ciò posto, è incredibile, e censurabile, che proprio un Presidente della Regione sindacalista ignori le conseguenze che derivano dall’adottare una simile previsione senza averla mai contrattata.

Forse la Regione ha contrattato a qualche livello nuove procedure per attingere personale a termine?

A livello di azienda le abbiamo sempre contrattate noi; mantenendo, finora, con il comparto sanità una qualità di rapporti per lo meno accettabile.

Se oggi, direttamente la Regione Lazio, presieduta da una sindacalista che ha dimenticato assai in fretta di esserlo, vuole operare distruggendo alla fondamento la concertazione, e del tutto unilateralmente, ne prendiamo atto.

E ci comporteremo di conseguenza, a cominciare dalle azioni di classe per il rispetto dei livelli essenziali di prestazione, e in definitiva della salute.

Dopo le quali la Regione potrà tornare alla propria funzione istituzionale; assicurare risorse per il diritto alla vita dei cittadini.

Ovviamente, se anche un solo lavoratore sarà assunto anche per una sola ora da una graduatoria diversa da quella in vigore per la nostra azienda, agiremo in giudizio a tutela dei lavoratori in quella graduatoria iscritti.

Senza ulteriori indugio, o contatto.

Antonella Ambrosini
Cgil Fp

Angelo Sambuci
Uil Fpl


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