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Sanità, la politica è immobile

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L'ospedale di Belcolle

Riceviamo e pubblichiamo – Chi si aspettava soluzioni concrete sullo stato di profonda crisi che, da molti mesi, vede le strutture sanitarie pubbliche e private del Viterbese in grave sofferenza, è rimasto ancora una volta deluso in relazione a quanto discusso in seno alla riunione del 3 novembre, convocata dal comitato di rappresentanza della conferenza locale per la sanità, alla quale hanno partecipato le organizzazioni sindacali mediche e di comparto e la direzione generale della Asl.

Mentre decine di infermieri ed altri operatori sanitari, quasi ogni giorno, continuano a non vedersi rinnovati i contratti di lavoro, ingigantendo il numero dei disoccupati e, soprattutto, cagionando migliaia di ore sottratte all’assistenza diretta dei malati ricoverati nelle degenze ospedaliere, da parte di alcuni sindaci si è insistito ancora nella proposta di programmare “relazioni tecniche”, elaborate da “…veri tecnici”, come se, quanto inoltrato dalla direzione generale fino a questo momento, non sia da ritenere la più idonea delle relazioni tecniche, capace di dimostrare il vero volto di questa emergenza sanitaria, tra l’altro più volte denunciata dalle organizzazioni sindacali e dagli addetti ai lavori.

Il sindacato Confsal, in questa sorta di pretesa, in questa inutile indagine introspettiva della Ausl di Viterbo, intuisce un ingenuo tentativo di spostare l’attenzione dal più urgente dei problemi nell’attuale contesto sanitario, che è quello del persistente calo di risorse umane abilitate alla cura dei malati.

In poche parole, lo sforzo prodotto dal “Comitato di rappresentanza della conferenza locale per la sanità”, ha messo in evidenza soltanto il ritardo con il quale la componente politica sta prendendo atto dell’emergenza sanitaria e sociale sul territorio, mentre sarebbe stato molto più responsabile ricercare una immediata e univoca richiesta di rinnovo di tutti i contratti giunti a scadenza per garantire l’assistenza ai malati.

Le otto assunzioni per le sostituzioni delle gestanti, annunciate da Pipino e autorizzate dalla Regione, a fronte degli oltre 50 infermieri mandati a casa e dei 100 infermieri pensionati, mai sostituiti, ci sembra veramente poca cosa e non sufficiente per indurre alla serenità i lavoratori della sanità e gli stessi utenti.

Giancarlo Catani
Segretario provinciale Confsal


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