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– Si sparò all’addome, indagati due medici.
Due medici del pronto soccorso dell’ospedale Belcolle sono finiti sotto inchiesta per omissione d’atti d’ufficio.
L’ipotesi di reato è quella di non aver comunicato ai carabinieri di Soriano nel Cimino che Mario B., 74enne del luogo, suicidatosi la scorsa estate, aveva già tentato di uccidersi un mese prima.
L’uomo, cacciatore esperto, disperato per la morte della moglie avvenuta un anno prima, voleva farla finita. E così, all’inizio di luglio, avrebbe ingerito pesticidi in gran quantità. Arrivò all’ospedale Belcolle di Viterbo in condizioni gravissime. I medici riuscirono a salvarlo in extremis.
Ma di quel tentato suicidio i carabinieri della stazione locale non hanno mai saputo nulla perché, secondo la Procura, dal pronto soccorso non partì alcuna comunicazione, né tantomeno atti o referti.
Il 74enne ha riprovato a togliersi la vita circa un mese dopo. E stavolta è riuscito nel suo intento: nella notte tra sabato 30 e domenica 31 luglio ha preso uno dei tanti fucili da caccia che aveva in casa e, giunto in località Fornacchia, in campagna, lo ha legato ai rami di un albero, ha tirato la corda e ha fatto fuoco contro se stesso, puntando all’addome. E’ morto sul colpo.
A trovarlo, all’alba, i figli, cui il pensionato aveva lasciato in casa un biglietto. Scriveva di non poter vivere senza la moglie, morta di tumore un anno prima. “Non è colpa di nessuno, tantomeno vostra – rassicurava -. E’ solo che non ce la faccio più a stare senza mia moglie. Faccio questo per tornare da lei”.
