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“Sono demoralizzato, ma ho la coscienza a posto”

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Leandro Peroni, sindaco di Cellere

Leandro Peroni, sindaco di Cellere

– Non ci crede ancora Leandro Peroni.

Due giorni dopo il sequestro del depuratore di Cellere e l’apertura di un’indagine su di lui, il sindaco del piccolo comune della Tuscia si chiede dove ha sbagliato. Gli uomini della guardia di finanza di Civitavecchia, che hanno eseguito il sequestro, lo accusano di getto pericoloso di cose e gestione di rifiuti non autorizzata. Ma lui si difende.

“Non ci è stato dato il tempo di risistemare il depuratore – spiega -. Ammetto che il guasto c’era da almeno tre anni. Ma l’accordo che avevamo con Talete parlava chiaro: era la società che doveva ripararlo, anche perché il nostro Comune non poteva farsi carico dei 50mila euro necessari per aggiustarlo. Poi, si sa come vanno certe cose: il cda di Talete è cambiato e i tempi si sono allungati. Alla fine, abbiamo fatto prima noi a mettere insieme l’intera somma per l’intervento. Eravamo in trattative con una ditta da quest’estate. Ma, a quanto pare, era già tardi“.

Il provvedimento di sequestro è stato emesso giovedì. I sigilli sono stati posti al depuratore in località Le Grazie e all’area attigua, una sorta di discarica a cielo aperto. Per le fiamme gialle, il sindaco non avrebbe solo lasciato che il fosso Oppio fosse inquinato dagli scarichi non filtrati del depuratore, ma avrebbe anche gestito i rifiuti in discarica senza disporre delle necessarie autorizzazioni.

Per Cellere quello è sempre stato un deposito rifiuti ingombranti autorizzato – afferma Peroni -. E’ così da molti anni. L’unico cambiamento, negli ultimi tempi, ha riguardato il personale preposto al controllo dell’area. Circa un mese fa, il dipendente che avevamo assunto ha dovuto abbandonare le sue mansioni per gravi problemi di salute. Non lo abbiamo sostituito semplicemente perché quell’incarico poteva essere affidato solo a pensionati in serie difficoltà economiche. Al momento non c’è nessuno che risponda a questi requisiti”.

Peroni assicura che i lavori per rimettere in sesto l’impianto di depurazione sarebbero partiti nel giro di un mese o poco più. L’intervento, del resto, era prioritario per Cellere. Al punto che per trovare quei 50mila euro, il Comune ha fatto economia su tutto. Persino sui contatori e sul centralino rotto degli uffici dell’amministrazione comunale.

“Siamo un piccolo comune – dichiara il sindaco -. Dobbiamo sudare per ottenere tutto quello che abbiamo, perché le nostre risorse economiche sono limitare. Personalmente, mi sono sempre impegnato per far uscire Cellere fuori dai suoi confini. Fino a poco tempo fa non era nemmeno sulle cartine geografiche. Ora c’è e ci siamo fatti conoscere grazie a una serie di iniziative. L’ultima è la creazione del consorzio turistico con i 16 comuni della Maremma laziale e toscana riuniti nell’associazione Terre della Maremma.

C’è ancora da fare. Ma qualcosa, in sette anni, l’abbiamo fatto. E ora mi sento come un innamorato del suo paese, che ha dato l’anima per lui e si vede rivolgere un’accusa che non comprende. Faccio come il grande Nino Benvenuti: incasso il colpo e riparto. Demoralizzato, ma con la coscienza a posto. Andrà come dovrà”.


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