![]() Ugo Gigli, Teodoro Buontempo e Gabriela Grassini |
![]() Ugo Gigli e Teodoro Buontempo |
![]() Teodoro Buontempo e Gabriela Grassini |
![]() Ugo Gigli, Teodoro Buontempo e Gabriela Grassini |
– Risorse poche, problemi tanti. Per costruire qualcosa di positivo serve entusiasmo.
E’ l’augurio dell’assessore regionale Teodoro Buontempo al nuovo consiglio d’amministrazione Ater, insediatosi stamani con la presidente Gabriela Grassini.
A Viterbo ci sono 1200 nuclei familiari in graduatoria, ma al momento risposte non ce ne sono molte. A Bagnaia con i 52 alloggi del serpentone. Altrove, dove sono previsti interventi d’edilizia popolare, come all’Acquabianca, il costo al metro quadro stabilito dal Comune è troppo alto per le casse aziendali.
Per fortuna nella Tuscia l’abusivismo è sotto la media regionale, anche se il conto rimane salato. Chi non paga l’affitto (il canone medio è di 35 euro al mese) o risiede senza titolo, non versa nemmeno i soldi per condominio e utenze. A carico del proprietario, ovvero dell’Ater. Dopo il danno la beffa. Così se ne vanno centinaia di migliaia di euro l’anno.
In un momento in cui la crisi colpisce le fasce più deboli, il ruolo dell’azienda è importante, ma l’Ater non se la passa troppo bene. I soldi sono il problema. “Chiedete finanziamenti all’assessore – esorta i consiglieri a mo’ di battuta, il direttore Gigli – tanto non ve li da”.
L’assessore non è avaro, però, in complimenti. “Grazie per il lavoro portato avanti negli anni dal direttore di Viterbo Ugo Gigli – dice l’assessore Buontempo – non è facile dirigere un’azienda come questa in un regime commissariale durato oltre un anno. In più, portarla avanti con la provvisorietà sotto il profilo economico.
Non lo dico tanto per dire. Del mio assessorato gli amici sono chi lavora, gli altri sono i nemici. Non ho altri criteri”.
Negli anni sono stati accumulati undici milioni di credito verso la Regione e sono arrivati 600mila euro. “Con grande fatica – spiega Gigli – ma abbiamo prodotto”.
Casa dolce casa in questo periodo è un sogno. “Eccetto quattro banche – continua Buontempo – le altre non erogano più contributi. Ecco perché come Regione stiamo lavorando al mutuo sociale, in cui le rate non possono superare il venti per cento del reddito e se si perde il lavoro, si trasforma in un affitto. Soldi non persi, ma che andranno per il riscatto finale.
Nel frattempo sono riuscito a ottenere cento milioni di euro certi l’anno per dieci anni”. Ma la vera svolta sarà la riforma della legge, per dare risposte più celeri.
L’azienda ogni giorno deve fare fronte a mille problemi, riparazioni. Molto spesso stabilendo priorità, fra ciò che è urgente e quello che si può rinviare. “I canoni di locazione ovviamente non sono remunerativi – spiega il presidente Gabriela Grassini – non bastano nemmeno per l’ordinaria manutenzione. Tra l’altro, fino alla sua abolizione l’azienda pagava l’Ici per tutto il suo patrimonio immobiliare”.
Tanti soldi che ora potrebbe essere costretta a spendere di nuovo, se la tassa sarà reintrodotta. “Se ne andava oltre il 50% del canone. Speriamo che nella nuova disciplina saremo tutelati. Oggi stiamo pensando anche a quelle fasce che possono pagare un canone comunque sostenibile, ma più remunerativo per l’Ater. Questo da respiro all’azienda, per poterci occupare anche delle fasce più deboli”.



