– Chinotto Neri verso il trasferimento in Campania, il Comune al lavoro per trovare una soluzione.
La storica azienda che produce chinotto a Capranica avrebbe annunciato ai dipendenti che si trasferirà dalla Tuscia alla Campania chiudendo quindi i battenti a Capranica.
“Si tratta della Ibg, che ha già sede a Salerno e rifornisce gran parte del centrosud. La ditta non smetterà di produrre chinotto – spiega l’assessore comunale di Capranica Angelo Cappelli – ma lo farà in un’altra regione, togliendo al nostro paese e a tutto il Lazio la possibilità di creare posti di lavoro nel settore”.
Intanto i primi che rischiano il posto sono i diretti dipendenti dell’azienda che a Capranica sono tredici. “Tredici persone – continua Cappelli – che non potranno nemmeno contare sulla cassa integrazione poiché questa è prevista per legge solo per i dipendenti delle aziende con un minimo di 15 lavoratori. Tredici famiglie, quindi, che sarebbero destinate a perdere uno stipendio da un giorno all’altro”.
Il Comune e i sindacati però sono già al lavoro per tentare di salvare il salvabile. “Il sindaco Paolo Oroni – aggiunge Cappelli – ha già avuto un incontro con i dipendenti, con i sindacati e con i vertici dell’azienda. Un primo traguardo è stato raggiunto. Ai tredici lavoratori, infatti, l’azienda garantirà altre quattro mensilità che saranno pagate in due rate bimestrali nei prossimi mesi. Inoltre l’amministrazione comunale si è impegnata a pagare loro uno stipendio ulteriore”.
In pratica i tredici dipendenti della Chinotto Neri avranno le “spalle coperte” per i prossimi cinque mesi. “Con queste garanzie – continua Cappelli – si potrà arrivare più o meno a maggio. Un periodo di tempo che speriamo sia abbastanza ampio per trovare delle alternative o per evitare il trasferimento della sede dell’azienda”.
Se non sarà poi possibile evitare in in nessun modo il trasferimento, il Comune ha comunque intenzione di cercare una soluzione affinché la struttura che ora occupa la Chinotto Neri non venga abbandonata. “Qualora non vedessimo alcuna via d’uscita con la ditta in questione – dice l’assessore Cappelli – cercheremo, con il tramite della Regione Lazio, di trovare un’alternativa. Penso, ad esempio, anche a un’altra qualsiasi ditta che produca qualcos’altro, ma che abbia bisogno di una struttura come quella, grande 4mila metri quadrati. La cosa fondamentale, infatti, è che il nostro paese, e la Tuscia in generale, non si privi di aziende che permettano di far girare il lavoro e l’economia. Quando il periodo di crisi generale finirà, speriamo il più presto possibile, non possiamo ritrovarci sprovvisti di strutture che diano lavoro alle persone”.
Proprio per evitare questa fuga di occupazione dal Lazio il Comune di Capranica si sta attivando cercando contatti con la Pisana. “Il sindaco Oroni – conclude l’assessore Cappelli – ha già inviato una lettera alla Polverini e all’assessore alle Attività produttive della Regione Lazio affinché si eviti, se possibile, il trasferimento della Chinotto Neri. Questo infatti pregiudicherebbe oltre al posto di lavoro dei capranichesi anche il fatto che un’azienda storica esca dal territorio laziale e sviluppi la sua produzione e, quindi tutto l’indotto economico, in Campania. Il nostro paese ha già dei grossi problemi di lavoro con la clinica Villa Paola, aggiungerne un altro sarebbe davvero drammatico. Dobbiamo assolutamente evitare che il territorio si impoverisca e che una crisi lavorativa che potrebbe essere momentanea diventi definitiva”.
L’amministrazione di Capranica, infine, annuncia che incontrerà i tredici dipendenti della ditta anche in un prossimo consiglio comunale per non lasciarli soli e continuare a monitorare la situazione.
Francesca Buzzi
