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“Cultura, l’amministrazione è incapace”

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Umberto Cinalli

Umberto Cinalli

Riceviamo e pubblichiamo – L’attenzione della città, ovvero degli amministratori, per i tempi e gli spazi della socializzazione e dell’incontro sono ai minimi storici.

Appare sempre più evidente l’approssimazione e l’incapacità di dare alla città quella struttura socio-culturale che è fondamentale e indispensabile per una realtà come quella del capoluogo di una provincia così ricca di storia, cultura, tradizioni, emergenze archeologiche e ambientali e che in buona parte dovrebbe vivere della propria immagine turistica.

Uno degli appuntamenti culturali nella Tuscia più importanti degli ultimi anni “La conserva della neve” si tiene quest’anno a Roma e non più a Bagnaia, nella cornice di Villa Lante. Una grave perdita.

Così mentre le mura civiche diventano tralicci per luci e imbarazzanti cartelloni pubblicitari, il centro storico rimane ostile e inospitale, nonostante il grande lavoro degli imprenditori e degli operatori culturali e dei residenti.

Ieri sera piazza della Morte e San Pellegrino si sono animate di musiche e di colori; tanta gente e molti bambini hanno goduto della presenza di piccoli e numerosi eventi organizzati da alcuni operatori commerciali e culturali, nell’ambito di iniziative anche nazionali, come “Terra Madre” del circuito slow food.

Eppure tutto questo non è bastato a nascondere il fastidio e – sintomatica – la rassegnazione di doversi preoccupare per i bambini e per gli artisti mentre le automobili hanno continuato ininterrottamente a circolare.

Il momento più emblematico e toccante è stato quello in cui una giovane cantante/artista di strada, nell’atto di interpretare un divertente momento di angoscia e disperazione, si è aggrappata – davanti al ponte del Colle del Duomo – allo sportello di una auto, fermandola e scatenando l’applauso amaro e liberatorio di tutti i presenti.

Poi la gabbia di plastica di Piazza San Carluccio.

Una struttura ingombrate ed estranea, che occupa la parte centrale della piazza realizzata per far conoscere le nocciole ai viterbesi.

Vi è in tutto questo (apparentemente dettagli, in fondo, nella variegata galleria delle “disattenzioni” di sindaco e assessori) un senso di rassegnazione.

Senza poter comprendere il danno economico e culturale i cittadini si girano dall’altra parte, mentre i pochi turisti, meravigliati e sorpresi, ripartono con un pacchetto di nocciole e la voglia di scrivere la solita lettera di protesta al sindaco.

E arrivi a sentire: “Il sindaco di Viterbo … ma chi è?” “Uno che ha due (o tre) lavori e non ne svolge bene nessuno”.

Umberto Cinalli

Sinistra Ecologia e Libertà – Circolo di Viterbo


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