Riceviamo e pubblichiamo – Ci ha lasciato in silenzio e con la consueta signorilità che lo distingueva, Mirko Tremaglia, il “bergamasco volante” per tanti anni rappresentante degli italiani all’estero.
Iniziò la sua carriera politica a diciassette anni nelle file dei “ragazzi di Salò”, catturato dagli alleati nel 1945, condivise con Raimondo Vianello la prigionia nel campo di Coltano in provincia di Pisa.
Storico esponente del Movimento sociale e stretto collaboratore di Giorgio Almirante, dirigente d’Alleanza nazionale, fu eletto alla Camera la prima volta nel 1972 ricoprendo la carica di ministro degli italiani nel mondo.
La legge n 459 del 2001 che appunto porta il nome Tremaglia, è il risultato del suo assiduo impegno finalizzato al cambiamento delle modalità dell’esercizio del diritto di voto dei tanti italiani che vivono all’estero.
Negli ultimi mesi ha seguito e collaborato con Gianfranco Fini alla fondazione di Futuro e libertà nella convinzione di dare un nuovo volto alla destra italiana.
La scomparsa di Mirko Tremaglia lascia nel mondo della politica, e in particolare in Futuro e libertà, un gran vuoto.
Ci ha lasciato un uomo d’altri tempi che ha saputo portare con orgoglio l’italianità nel mondo, uno stile che per ora, nell’attuale panorama politico, sembra essere una virtù assai rara. Ciao Mirko.
Paolo Caravello
Futuro e libertà Viterbo
