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Gli sferra un pugno e lo acceca

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Resta cieco dopo un pugno, riparte il processo.

Ha perso l’uso dell’occhio sinistro dopo un pugno. L’uomo che glielo ha sferrato quattro anni fa, durante una partita di calcio al campo di Monterosi, deve rispondere di lesioni gravissime davanti ai giudici del tribunale di Viterbo.

Ieri mattina, il processo davanti al collegio presieduto da Gaetano Mautone (giudici a latere: Eugenio Turco e Rita Cialoni). Processo che è dovuto ricominciare da capo, dopo la sostituzione di uno dei giudici della terna e l’indisponibilità del legale dell’imputato a riprendere il procedimento dov’era rimasto.

I testi già sentiti sono tornati in aula, uno per uno, per confermare le dichiarazioni rese alla scorsa udienza.

I fatti risalgono al 15 aprile 2007. Durante una partita di calcio tra i padroni di casa del Monterosi e la squadra civitavecchiese del San Pio X, è nato un battibecco in campo. L’attuale imputato, tifoso del Civitavecchia, avrebbe cominciato col prendere a schiaffi un giovane calciatore del Monterosi. Quando poi il padre del ragazzo è venuto in suo soccorso, avrebbe aggredito anche lui, sferrandogli un pugno che lo ha colpito in pieno all’occhio destro.

“Sono arrivato all’ospedale in codice rosso – ha raccontato in aula l’uomo, costituitosi parte civile e assistito dall’avvocato Franco Taurchini -. Quando ho visto che quella persona picchiava mio figlio, mi sono precipitato. Non lo avrei lasciato lì un minuto di più. Mi ero avvicinato solo per portarlo via da quell’uomo”. La risposta è stata quel destro nell’occhio che gli ha fatto esplodere il bulbo oculare. I medici non hanno potuto far altro che asportarglielo: salvargli la vista era impossibile.

Secondo accusa e parte civile è probabile che l’imputato indossasse un anello appuntito, conficcatosi nell’occhio dell’uomo. Una ricostruzione che sarebbe compatibile tanto con “il luccichio” che la parte offesa dice di aver visto un attimo prima di essere colpito, quanto con il racconto di almeno un testimone. Ma di quell’anello, per ora, non c’è traccia. E la tesi del legale dell’imputato sembra essere diametralmente opposta: il tifoso del Civitavecchia potrebbe aver agito per difesa, nel parapiglia generale.

La seduta è aggiornata al prossimo 13 marzo, per proseguire con l’ascolto dei testi.


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