– Proprio adesso che aveva cominciato a familiarizzare con l’idea di una vita meno stressante, senza tutti quei viaggi tra Viterbo e Roma, per Giulio Marini tutto ritorna in discussione.
Stabilito che l’incarico da deputato non è compatibile con quello di sindaco, si apprestava a rimanere a tempo pieno a palazzo dei Priori, solo che ieri è arrivato il più classico dei colpi di scena.
Se la Camera ha detto no, il Senato ha risposto sì. Un deputato non può essere contemporaneamente anche sindaco, ma un senatore sì. E’ l’Italia, bellezza. Dove equilibri politici diversi in due distinte giunte, prendono decisioni opposte sullo stesso argomento.
A questo punto Marini intende vederci chiaro. “Quanto accaduto è inquietante – sostiene Marini – da una parte si stabilisce una cosa e da un’altra l’esatto contrario. Sarebbe stato corretto trovare una sintesi, magari da parte della Camera attendere che anche il Senato arrivasse a una conclusione e quindi raccordarsi.
Adesso ritengo che ci si debba affidare a un organo superiore, vedremo cosa sarà stabilito”.
Quando tutto sembrava deciso… ritorna la suspense.
A meno che Marini non prenda in autonomia la strada di Viterbo, con un biglietto di sola andata.
Giuseppe Ferlicca
