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Riceviamo e pubblichiamo – Noi lo ricordiamo così, come una persona con un sorriso gentile, che accoglieva noi, giovani studenti della Scuola musicale comunale di Viterbo, con modi naturali e semplici, come una buona musica.
Lo ricordiamo quando ci parlava con parole che, allora non lo sapevamo, si stavano scolpendo a lettere di fuoco nelle nostre menti e si depositavano irresistibilmente noi nostri cuori. Erano i suoi racconti carichi di emozione, la sua voce commossa che rievocava i grandi musicisti del passato, i grandi capolavori, a infondere in noi il desiderio di capire, di ascoltare ancora e ancora quelle pagine immortali.
C’è un momento della vita che ci cambia per sempre? Un istante o un periodo che riusciamo a ricordare, dopo il quale il nostro destino, fino ad allora un oscuro intreccio di possibilità, prende finalmente forma? Io credo di ricordarlo in quei mesi nei quali la presenza del Maestro si percepiva a scuola come una sicurezza alla quale non si dà peso perché parte delle cose normali della vita, in quei giorni nei quali anche per merito suo una timida speranza maturava, diventava certezza e il nostro futuro si legava indissolubilmente alla musica.
Ogni gesto del Maestro, ogni sua espressione, tutto sembrava trasmettere il profondo mistero dell’arte suprema. Un fuoco inestinguibile che divora e risana. Una vetta che mai si raggiunge, un mare che mai si traversa, un enigma che mai si risolve. È la nostra sorte scorgerne l’immensità senza capirla e la nostra fortuna abbandonarsi ad essa.
Tutto questo, ma con parole migliori, con la sensibilità di un padre, tutto questo il Maestro Scipioni lo ha insegnato a noi. La sua voce calma, i suoi occhi da bambino e il suo cuore colmo di emozione: è questo il ricordo che abbiamo. Questa eredità, che brilla come un tesoro e risuona come un cristallo, ora e per sempre ci appartiene.
Grazie Maestro.
Fabrizio Bastianini
Coordinatore Artistico della Scuola Musicale Comunale di Viterbo
