Riceviamo e pubblichiamo – Ho conosciuto Zeno Scipioni, come collega dell’Inps. Lui era nell’ufficio legale e io in quello di ragioneria e per motivi tecnici spesso ci trovavamo a lavorare sulle stesse pratiche.
Ricordo la sua onestà intellettuale, la sua discrezione, la sua professionalità e la disponibilità alla collaborazione, oltre che la sua grande passione per la musica.
Poi gli eventi della vita ci hanno fatto incontrare in altra situazione.
Infatti nel 1985 , quale consigliere comunale di Viterbo, ebbi la delega a presidente della scuola musicale comunale di Viterbo, incarico che ho ricoperto per quasi sei anni.
Zeno era il coordinatore artistico della scuola, nata pochi anni prima, nel 1979, e ne era stato, per la parte tecnica, il promotore. Ruolo, quello di coordinatore, che ha svolto per quasi venti anni fino al 1998.
Fu, la nostra, una collaborazione speciale, dalla quale nacque anche sincera amicizia, che portò frutti importanti alla scuola e alla società viterbese.
Lui era tutto musica, mentre per me quello era una campo abbastanza inesplorato… ma avevamo in comune la consapevolezza dell’importanza della musica ed il suo ruolo educativo e di prevenzione per la gioventù.
Il suo rapporto con le istituzioni è stato sempre di collaborazione e rispetto.
La sua passione era coinvolgente. Mi faceva innamorare della sua musica tant’è che i miei tre figli iniziarono a studiarla e coinvolsero anche altri amici.
Eravamo all’inizio dell’esperienza della scuola, e di problemi ce n’erano molti, ma insieme li affrontammo e molti furono anche risolti, a cominciare dai locali inidonei di via San Pietro. La scuola fu trasferita prima in via Cristofori e successivamente al teatro dell’Unione.
Ricordo le moltissime iniziative portate avanti insieme: il concerto del diplomato, i concertini in piazza, lo scambio culturale con Berlino con i bambini violinisti del metodo suzuki, la festa di Santa Cecilia celebrata con tutte le altre realtà musicali viterbesi, la presa d’atto ministeriale, l’aumento delle classi e degli insegnanti, i magnifici saggi al teatro dell’Unione e le apparizioni anche nella tv nazionale.
Ma maggiormente la serietà e la qualità della scuola, di cui era il direttore, che ha formato i nostri giovani, consentendone l’avviamento lavorativo nel campo artistico e professionale, compreso l’insegnamento nella scuola stessa dove avevano studiato.
E ancora, corsi di approfondimento e specializzazione, corsi di frequenza per i militari che prestavano servizio di leva a Viterbo, corsi per inizianti.
Se oggi, ex allievi della scuola suonano in orchestre o bande di rilevanza nazionale, o insegnano, o svolgono attività lavorativa nel campo musicale, una buona parte del merito va a Zeno e questa qualificata e folta presenza al funerale di corali e giovani strumentisti, ne è la più evidente conferma.
Anche quando non avevo più incarichi istituzionali e lui stesso aveva lasciato la direzione della scuola, sempre mi parlava di essa e mi sollecitava ad interessarmene e seguirne le vicende.
Il maestro Scipioni lascia questa eredità che dobbiamo custodire e migliorare. Grazie Zeno per la tua passione e per il grande servizio che hai reso a noi tutti ed alla nostra città.
Renzo Salvatori
