![]() Il presidente della Provincia Marcello Meroi |
– “Con grande stupore ho letto questa mattina su alcuni organi di stampa le dichiarazioni rilasciate dai responsabili del coordinamento provinciale dell’Italia dei Valori in merito alla vicenda Talete. Peccato che, ancora una volta, gli esponenti dell’Idv abbiano fallito il bersaglio chiamando in causa il soggetto sbagliato”.
E’ la replica del presidente Marcello Meroi alla nota inviata dal coordinamento provinciale dell’Idv, attraverso la quale gli vengono mosse una serie di contestazioni inerenti la gestione del servizio idrico integrato degli ultimi anni.
“Temo che gli esponenti del partito guidato da Antonio Di Pietro non abbiano ben chiaro il ruolo che il sottoscritto si trova a rivestire. Attualmente infatti, in qualità di presidente della Provincia di Viterbo sto ricoprendo l’incarico di presidente dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) organo di indirizzo politico composto da tutti i comuni. Non ho al momento, e non ho mai ricoperto in precedenza, alcun tipo di incarico all’interno della società Talete, soggetto gestore del servizio idrico integrato, chiamato a recepire e attuare gli indirizzi politici dettati dalla conferenza dell’Ato. Agli esponenti dell’Idv ricordo – aggiunge ancora Meroi – che proprio per evitare confusione e sovrapposizione di ruoli, ho proposto e fatto approvare dall’assemblea dei sindaci la modifica dello statuto nella parte che riguarda lo svolgimento del controllo analogo.
Essendo infatti la conferenza dell’Ato composta dagli stessi comuni soci della Talete, ho ottenuto che il controllo fosse trasferito a un soggetto terzo, ossia alla segreteria tecnica operativa dell’Ato al fine di rimuovere ogni possibile ambiguità. Un’ambiguità che, per altro, si è protratta dal 2004 a oggi senza che nessun altro presidente dell’Ato prima del sottoscritto comprendesse quanto fosse inopportuno affidare il controllo agli stessi soci della società controllata”.
“Per quanto riguarda poi l’aumento delle tariffe approvato all’unanimità nel corso dell’ultima assemblea dei sindaci Ato – prosegue Meroi – ricordo che è la legge Galli a stabilire che i costi di gestione devono essere coperti dagli introiti delle bollette. Mi stupisce che, proprio un partito che ha fatto della legalità il proprio cavallo di battaglia prenda simili abbagli. Essere dalla parte della legalità non significa solo invocare le manette per gli avversari politici, ma deve significare soprattutto conoscere le leggi e applicarle nella giusta forma e misura”.
Il presidente infine rispedisce al mittente ogni accusa circa la presunta malagestione della Talete che a detta dell’Idv sarebbe alla base dell’indebitamento della società.
“Come tutti sanno, facendo finta di non ricordare, il sottoscritto non ha mai, e sottolineo mai condiviso, la scelta di affidare la gestione del servizio idrico integrato alla Talete. Se c’è stata malagestione come sostengono gli esponenti dell’Idv, se la politica è stata talmente miserabile da fregarsene dei buchi di bilancio al solo scopo di creare clientele come è scritto nella nota, mi spiace ma non è a me che certe accuse devono essere rivolte. Non sono certo io a dover giustificare la relazione dei bilanci del passato, spiegare come si sia ampliato il deficit, a chi, eventualmente, fare carico delle relative responsabilità. Da un anno e mezzo a questa parte il mio compito, come presidente dell’Ato è solo e unicamente quello di coordinare i comuni per trovare le linee politiche e di indirizzo necessarie a garantire l’efficienza di un servizio idrico con l’acqua alla gola. Ruolo che ho sempre svolto con la massima imparzialità e cercando le necessarie sinergie con tutte le forze politiche”.
“Anche l’Idv – ricorda Meroi – è stata invitata al tavolo di concertazione da me convocato con le segreterie provinciali di tutti i partiti, ma in quella sede il suo rappresentante non è stato in grado di offrire nessuna proposta politica meritevole di considerazione. Si è limitato a chiedere un accertamento di responsabilità, penale e contabile, dimenticando che né la Provincia, né la presidenza dell’Ato sono uffici della Procura della Repubblica o della Corte dei conti. A ogni modo – prosegue – invito gli esponenti dell’Idv a rivolgersi per qualsiasi chiarimento di natura gestionale direttamente agli amministratori della Talete, presenti e passati, evitando di chiamare in causa chi non ha mai avuto alcuna responsabilità in ordine a scelte e criteri di gestione certamente discutibili. Il tutto ovviamente – conclude Meroi – se si vuole affrontare il problema in maniera seria, non al solo scopo di fare demagogia, tra l’altro palesemente disinformata”.
