Riceviamo e pubblichiamo – Ad un anno e cinque mesi dal luglio 2010, la decisione del gip Salvatore Fanti ha decretato la non archiviazione per il caso di Attilio Manca.
Viene perciò scongiurato il pericolo che la storia del medico siciliano trovato morto nel capoluogo della Tuscia cada nel dimenticatoio, cosa non nuova nel nostro Paese.
L’aspetto che a noi preme di più sottolineare, innanzitutto, è che ancora una volta (in quasi otto anni di distanza dalla morte del giovane urologo barcellonese nella nostra città) l’incertezza resta evidente ed assordante. Con la decisione del dottor Fanti, viene sottolineato l’aspetto centrale dell’intera vicenda: Attilio Manca non si è suicidato.
Non proprio un dettaglio, anzi. La certificazione lampante di quanto sia indispensabile approfondire le indagini, per dare finalmente risposte ad una famiglia e ad una vasta schiera di opinione pubblica che si è fatta amica di Angela, Gino e Gianluca.
Nel rispetto del lavoro di tutti e delle istituzioni torniamo ancora una volta a chiedere che venga fatta luce su ogni aspetto di una scomparsa tanto tragica quanto misteriosa.
Giuseppe Anelli
responsabile provinciale Agende Rosse
