Riceviamo e pubblichiamo – Quello che insieme stiamo vivendo qui oggi è un momento molto particolare, un momento emozionante e sicuramente molto bello. Una pagina positiva del lavoro delle istituzioni.
Tutti conosciamo questa struttura, perché certamente ognuno di noi, munito della storica tesserina grigia, ha avuto modo di frequentarla per vivere in queste aule parte della propria vita culturale e scolastica.
Ringrazio Paolo Pelliccia perchè grazie al suo lavoro questa sede ha subito una sostanziale trasformazione, anche visiva, un cambiamento radicale che dimostra come anche a Viterbo e nella Tuscia sia possibile con l’impegno fare cose belle, di qualità, di alto livello, senza invidiare nulla ad altre realtà.
In questa biblioteca abbiamo realizzato un bel progetto, e questo dimostra quanto la nomina di Paolo Pelliccia a commissario straordinario sia stata una scelta giusta: quello che vediamo qui oggi è, del resto, l’esempio del lavoro, dell’impegno e della capacità con cui ha saputo affrontare questa sfida. Mi sento in dovere di ringraziare anche Carivit e Unindustria, con cui la collaborazione per iniziative culturali è sempre più solida.
Credo sia davvero sbagliato, specie nel nostro Paese, non investire nella cultura: l’Italia ha un patrimonio tale che deve essere l’elemento trainante della nostra economia, ed è quindi importante impegnarci per promuoverlo e valorizzarlo. Con il nuovo volto della biblioteca consorziale di Viterbo noi vogliamo offrire un servizio di qualità ai cittadini.
Sinceramente devo dire che ho accolto con molto favore l’idea di Pelliccia di riunire l’intero patrimonio del consorzio nella sede unica dell’attuale caserma dei Vigili del fuoco, una volta che, anche grazie al quotidiano impegno del prefetto di Viterbo, Antonella Scolamiero, questi possano trasferirsi nella loro nuova residenza.
Il progetto di Pelliccia è un’idea da lanciare e, se necessario, da migliorare: a me sinceramente piace moltissimo, perché credo che recuperare una struttura a due passi dal centro cittadino e praticamente attaccata all’Università della Tuscia, significherebbe creare un polo umanistico unico, una cittadella della cultura che non ha precedenti nel nostro territorio.
Credo si tratterebbe di una grande eredità da lasciare ai nostri giovani, e penso che le istituzioni e l’Unitus debbano ragionarci su con molta attenzione, anche se in precedenza la riunificazione della biblioteca provinciale era stata pensata in via Palmanova.
Con ogni probabilità io sarò l’ultimo presidente della Provincia di Viterbo, e anche per questo voglio prendere pubblicamente un impegno: non intendo lasciare beni del territorio della Tuscia a qualche società pubblica che poi possa a proprio piacimento trasferirli a rami d’imprenditoria privata non locale.
Quale migliore progetto, allora, se non quello di utilizzare una struttura di proprietà della Provincia per creare un polo pubblico che offra servizi e cultura a 360 gradi?
Io credo che su questa idea si debba ragionare tutti insieme attentamente per trovare la giusta sintesi.
Marcello Meroi
Presidente della Provincia di Viterbo
