(s.m.) – Molto rumore per un albero di Natale. Troppo, secondo il sindaco di Viterbo Giulio Marini, che taglia corto sulla protesta dei bagnaioli definendola “un gioco scherzoso, ma forse un po’ eccessivo”.
Il primo cittadino parla chiaro: non è una legge di natura che debba essere il Comune a fornire alberi e addobbi natalizi. Le pretese stanno a zero. E quindi, se avanzate a voce troppo alta, sono ingiuste.
“La giunta – spiega Marini – aveva già deciso per tempo di occuparsi degli addobbi del centro e delle frazioni, quindi anche di Bagnaia. Lo abbiamo fatto volentieri, ma non era obbligatorio. E per quello che ricordo, non mi sembra che, negli anni passati, sia stato sempre e solo il Comune a darsi da fare in questo senso”.
Marini chiama in causa associazioni e comitati cittadini. Dove sono? E perché non si sono attivati? Avrebbero potuto rimboccarsi le maniche, invece di lasciare i residenti alle prese con alberelli improbabili. Altrove lo hanno fatto.
“San Martino è stata addobbata in modo delizioso – afferma il sindaco – e senza bisogno del nostro intervento. Non si tratta di non voler fare. Ritengo solo che, in alcuni casi, il Comune possa semplicemente essere di supporto a un’iniziativa, e non il solo ideatore e finanziatore”.
A maggior ragione in momenti difficili come questo, con la crisi che morde e l’esigenza di risparmiare in qualunque settore. “Sono sicuro che i cittadini se ne rendono conto. Non è stato facile reperire i fondi per garantire alberi e addobbi. Il ritardo è stato dovuto anche a questo. Non ce so’ le vacche grasse… ora meno che mai”.
