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Vogliamo riattaccare la spina al paese

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Enrico Gasbarra

Enrico Gasbarra

Gasbarra con Andrea Egidi

Fioroni, Parroncini e Mazzoli

– Un segretario per molti, ma non per tutti. A Viterbo arriva Enrico Gasbarra, candidato favorito alle primarie del prossimo 12 febbraio, quando sarà scelto il nuovo segretario regionale Pd. Un candidato per unire.

E il Partito democratico ne ha davvero bisogno, dopo la breve esperienza di Alessandro Mazzoli e il successivo commissariamento. Non è facile gestire il partito nel Lazio. “Mazzoli – spiega Gasbarra – non è più segretario perché ha pagato la sconfitta regionale che lui non aveva gestito”.

Oggi si volta pagina. “Ci siamo portati avanti con il lavoro – osserva Gasbarra – unendoci prima di andare al voto”. Seppure qualcuno è rimasto alla finestra. Alla presentazione nella sede del Pd in via Cardarelli ci sono, oltre al segretario provinciale Andrea Egidi, Giuseppe Fioroni, Giuseppe Parroncini, molti esponenti locali, manca Ugo Sposetti.

E’ fuori dal coro, il suo preferito al momento è un altro candidato. “Ho detto che cerco l’unità – spiega Gasbarra – non l’unanimità”.

Per Egidi, Gasbarra è in grado d’unire e dare nel tempo una risposta alla crisi che vive la regione. “Le primarie del 12 febbraio – sostiene Egidi – non saranno la solita conta, dobbiamo riaprire il cantiere, parlando più dei problemi dei cittadini che non del Pd”.

Gasbarra preferisce sintetizzare così: “Vogliamo riattaccare la spina a questo Paese”. Cominciando dalla Regione. “Parroncini è reduce dall’approvazione del bilancio. Grigio e opaco, inadatto al momento di crisi e per alcuni versi dannoso.

La classe dirigente regionale è fuori dal mondo, per la questione dei vitalizi, lontana dalle cose reali”.

E a Viterbo: “Il centrosinistra aveva avviato il progetto dell’aeroporto – ricorda Gasbarra – e oggi è fermo. La Tuscia è in sofferenza, cala la qualità della vita, un piano sanitario taglia le strutture e nel capoluogo siamo bloccati ad assistere alla scelta di Marini. Sindaco o deputato. Viterbo perde le sue potenzialità.

C’è il problema delle infrastrutture, vanno articolare facendo incontrare pubblico privato”.

Il rapporto con la capitale: “Viterbo non può fare a meno di Roma e viceversa. La mia segreteria sarà articolata sulle province non per concessione, ma per necessità”.

A Viterbo l’unità del Pd passa attraverso la ricomposizione di una frattura che si è creata con l’elezione del segretario provinciale, con un parte del Pd, i Popolari, rimasti fuori dagli organi del partito.

Fioroni aveva chiesto l’azzeramento delle segreterie provinciale e comunale per cominciare un cammino nuovo. Egidi si dice possibilista, a patto che:

“Da un lato non si dia l’idea che qualcuno si aggiunge e dall’altro non dare l’impressione che non sia esistito nulla in questo anno”.

Giuseppe Ferlicca


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