– Si chiama Bi–test, o test combinato, ed è un progetto ambulatoriale di screening prenatale che recentemente ha attivato l’Unità operativa Ginecologia e ostetricia di Belcolle, diretta da Giorgio Nicolanti, per la popolazione di donne gravide con l’obiettivo di valutare il rischio di Sindrome di Down, allo scopo di identificare precocemente quelle condizioni che deviano il decorso fisiologico della gravidanza verso una patologia, o una situazione di rischio fetale.
Il Bi-test è un esame moderno ed efficace che mira a identificare quelle situazioni in cui, pur trovandosi di fronte ad un basso rischio, può essere probabile una sindrome cromosomica. È uno strumento ulteriore, a volte determinante, che si affianca alla tecnica dell’amniocentesi la quale permette di identificare una patologia cromosomica fetale nelle gravidanze a maggior rischio come ad esempio in donne con età maggiore di 35 anni.
“Tutti noi, però – spiega Giorgio Nicolanti -, sappiamo quanta ansia genera il timore di una cromosomopatia in tutte le coppie. La maggior parte dei neonati è sana, ma circa 1 bambino su 1000 nasce con seri handicap mentali o fisici. L’unica maniera per escludere con certezza che il feto possa essere affetto da tale patologia è quella di eseguire una diagnosi invasiva: un’amniocentesi o una villocentesi. Ma il problema è che entrambi sono dei test invasivi e che, nello 0,5-l % dei casi, possono provocare un aborto anche se il feto è completamente normale.
Pertanto la decisione di effettuare un test invasivo o meno, dovrebbe essere presa sulla base di una verifica non invasiva della probabilità (rischio) che il feto sia affetto da Sindrome di Down. E il modo più accurato di valutare questo rischio è dato dalla combinazioni delle seguenti informazioni: l’età materna, la misurazione della translucenza nucale durante l’ecografia a 11-14 settimane, le informazioni ottenute dai livelli di ormoni correlati alla gravidanza nel sangue materno.
Al termine del test combinato sarà fornita la stima della probabilità che il feto sia affetto da Sindrome di Down: “Ciò non significa – aggiunge Nicolanti – che sarà comunicato definitivamente ai genitori se il feto sia affetto o meno, ma permette di identificare in modo non invasivo quelle coppie soggette ad aumentato rischio e che appartengono ad una categoria che ha diritto ad accedere all’amniocentesi precoce.
Lo screening prevede l’esecuzione di un’ecografia tra la undicesima e la tredicesima settimana più sei giorni dalla gravidanza per la misurazione, oltre ai parametri di routine, della Nuchal Translucency, e un prelievo di sangue materno per misurare i livelli di due ormoni circolanti.
Le pazienti accedono all’ambulatorio una volta reclutate presso le strutture del territorio (ambulatori e consultori). La prenotazione del test avviene telefonando direttamente presso Complesso ospedaliero di Belcolle, stanza 15, piano -1.
