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Sanità, dall’emergenza all’interruzione del servizio

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La Cittadella della Salute, sede della Asl

Riceviamo e pubblichiamo – Nel quadro generale dei tagli alla sanità laziale dobbiamo amaramente constatare la conferma che la Psichiatria è il segmento più colpito. In tempi “normali” è l’ultimo servizio sanitario, cui vanno risorse e attenzioni residue; in tempi “straordinari” di tagli, la prima ad essere colpita in ampiezza e profondità.

S’è cominciato coi fondi della legge 1024/94. Risorse esplicitamente finalizzate ai Dsm  per percorsi di accompagnamento terapeutico di inserimento socio-lavorativo. Ora invece destinati ai Comuni – a coprire altri buchi nei fondi di assistenza sociale falcidiati; inevitabilmente saranno utilizzati per fronteggiare le emergenze sociali più disparate moltiplicate dalla crisi… Si riduce il tutto ad una guerra dei poveri, contrapponendo in maniera meschina e triste drammi umani e sociali.

Ora si procede a sostituire tre medici precari, stabilizzati in altre regioni per concorso, coi medici del territorio. Si smantellano a caso presidi nella provincia per coprire i buchi dell’Spdc. Il tutto perché la Regione della Polverini si rifiuta di procedere ai necessari reintegri ed il vertice della Asl viterbese si dichiara impotente.

E’ iniziato il balletto: dal Csm di Tarquinia all’Spdc, dal Csm di Montefiascone al Csm di Tarquinia, da un’altarino all’altro. Con buona pace della continuità terapeutica, affidata forse a consulti telefonici.

Siamo all’interruzione del pubblico servizio. Qualcosa di più grave dell’emergenza, che per definizione – in materia di sanità – è caso limite da evitare.

Come associazione cerchiamo di fare la nostra parte, collegandoci anche a quel movimento di associazioni, sanitari, realtà sociali che si occupano di queste tematiche per contrastarle in una dimensione regionale, perché nel Lazio si arresti e si inverta una deriva che sta realizzando – di fatto – lo smantellamento dei servizi di psichiatria ad ogni livello.

Sottolineiamo che quest’ultima falla apertasi produrrà inevitabilmente – nell’abbandono di presidi minimi di continuità ed assistenza sul territorio – più urgenze, più ricoveri, – aprirà altri buchi e purtroppo dolorosissime ricadute su tanti pazienti, le loro famiglie e i contesti ove vivono.

Inoltriamo questa lettera perché sia più ampia la consapevolezza dei danni che si stanno producendo, perché chi ha voce in capitolo possa adoperarsi a riportare nella Regione Lazio e nella Asl di Viterbo quel po’ di buon senso indispensabile, prima che si compiano tragedie annunciate.

Alessia Casciola
Presidente Associazione 13 Maggio

Sandro Mancinelli
Responsabile area sociale e comunicazione


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