– Ubi dolor ibi vigiles (gallery).
Con un motto latino il vescovo Lino Fumagalli ha inaugurato la celebrazione in onore di Santa Barbara, protettrice dei vigili del fuoco.
“Sono onorato – dice il vescovo durante l’omelia – di festeggiare con voi questa grande santa. Lei vi sta accanto in ogni istante del vostro lavoro, così duro, così critico a volte, ma anche così utile all’umanità intera”.
Tra i banchi della chiesa di Sant’Angelo in Spatha molte autorità tra le quali il prefetto Scolamiero, il comandante provinciale dei carabinieri Dell’Agnello, l’assessore comunale Contardo e quello provinciale Simeone.
In prima fila, vicino all’altare, loro: i vigili del fuoco con a capo il comandante provinciale Gennaro Tornatore.
Una piccola rappresentanza schierata per celebrare Santa Barbara e per ricordare ai cittadini di essere sempre al servizio della gente. Nel gruppo anche una donna, con il casco e le strisce gialle sulla divisa, a sottolineare che anche il mondo femminile impreziosisce il corpo dei pompieri.
“Il vostro è un compito difficile e pericoloso – continua Fumagalli -. Siete chiamati a mettervi a disposizione, come dice il motto che ho citato: “Ubi dolor ibi vigiles”, quando nel mondo c’è dolore, sofferenza, disastro. Che si tratti del fuoco di un incendio o di una calamità naturale, come purtroppo ne capitano molte, soprattutto in questi ultimi tempi, voi ci siete sempre e Santa Barbara vi protegge con la sua mano e la sua fede nei preziosi interventi che spesso salvano molte vite”.
Poi il vescovo ha ricostruito brevemente la vita di Santa Barbara ricordando come e perché è diventata la protettrice dei pompieri.
“Dopo molte sofferenze subite dal padre – racconta il vescovo – che la voleva far sposare ad ogni costo, la giovane Barbara venne rinchiusa in una torre e torturata in diversi modi. Venne picchiata con delle verghe che poi con un miracolo si trasformarono in piume di pavone. Ecco perché spesso viene rappresentata con una piuma e con una torre in mano. Infine il padre la decapitò, ma subito dopo venne colpito da un fulmine che lo uccise”.
Una storia che forse si mescola a leggenda ma che fa ben capire perché Santa Barbara sia stata scelta proprio dai vigili del fuoco come loro protettrice.
“Mi chiedete se questa storia sia vera – conclude il vescovo -? Se devo esser sincero non lo so. Non so quanto ci sia di reale e di inventato, ma so che anche questo episodio può farci capire l’infinita bontà di Dio, quella sì assolutamente vera, e che può darvi la forza di superare ogni ostacolo e ogni paura mentre svolgete il vostro lavoro quotidiano”.




