– Viva la repubblica di Bagnaia! Un grandissimo applauso ai bagnaioli! Bagnaia libera!
Questo e molto altro ancora è quello che è riuscita a scatenare una protesta che sembrava banale, ma che è diventata il simbolo della “rivolta” bagnaiola.
Un albero di Natale, negato dall’amministrazione comunale e posizionato simbolicamente dai cittadini, poi tolto non si sa da chi, sostituito di nuovo con un alberello di cartone e di nuovo rimosso dagli agenti della polizia locale.
Un tira e molla durato due giorni.
Tutto ha inizio quando un gruppo di bagnaioli, infastiditi dal fatto che il Comune si è dimenticato di abbellire la frazione con il tradizionale albero di Natale in piazza, decide di posizionarne uno “casalingo” con qualche cartello di protesta nei confronti dell’amministrazione. L’alberello, e i relativi “cartelli” vengono però fatti sparire ben presto.
A questo punto la protesta sfocia sui commenti agli articoli pubblicati su Tusciaweb. Ce n’è proprio per tutti i gusti e in poco tempo viene messa in piedi una vera e propria campagna di “liberazione” della frazione di Bagnaia.
“Viva la repubblica di Bagnaia con tutti questi leoni pronti a combattere a parole magari aizzandosi l’un l’altro – si legge in un commento -. Poi arrivano i fascisti e se la fanno sotto pure in cabina elettorale per paura che si possano accorgere che non li hanno votati. Almeno state zitti, conigli”.
Piovono, poi, i complimenti per chi ha avuto il coraggio di fare un un gesto di protesta. “Evviva chi ha come noi ancora la faccia di parlare – commenta un lettore, di non lasciarsi intimorire da chi, per il suo potere, anzi lo chiamerei pseudo-potere, pensa di poter far tacere gli altri. Voglio ricordare che le rivoluzioni partono dal basso”.
“Un grandissimo applauso ai bagnaioli – gli fa eco un altro -. Il loro senso ironico è imbattibile e soprattutto, protestando pacificamente, hanno dato un vero “schiaffo” a chi ci amministra… peccato però che quelli del grande palazzo si girano sempre dall’altra parte”.
E l’orgoglio paesano spinge addirittura qualcuno a rispolverare i libri di storia. “Ma vi pare che noi bagnaioli – recita un altro commento – non ci siamo fatti intimorire dai Lanzichenecchi e ci facciamo intimorire da Marini e i suoi peones?”
C’è anche chi propone di portare “in dono” al sindaco l’alberello sottratto dalla piazza di Bagnaia. “Mettetelo sulla sedia del sindaco alla sala del consiglio comunale – dice un lettore -, c’è più democrazia in quell’alberello che in voi”.
Poi qualcuno fa l’elenco di tutto ciò che a Bagnaia manca da troppo tempo. “Siamo senza pulizia, senza amministratori, senza polizia municipale, senza decoro urbano, senza ufficio anagrafe, senza turisti, senza futuro – scrive -. Un appello ai vitorchianesi: salvateci dalle orde viterbesi, fateci diventare la vostra frazione”.
L’ironia sembra essere ormai l’arma adottata bonariamente da tutti e pur senza far mancare una nota di polemica qualcuno scrive: “io per far rimuovere un materasso abbandonato sotto casa mia ho dovuto chiamare per una settimana di fila! La prossima volta basterà scrivere sopra il materasso abbandonato qualche lamentela su sindaco o assessori per farlo rimuovere in tempi record”.
Infine un coraggioso e speranzoso lettore esprime il suo desiderio natalizio, con una chiara autocritica rivolta a tutti i bagnaioli: “Caro albero di cartone di Natale a nome di questo popolo bagnaiolo facci diventare più buoni e meno cog…”
L’ultima parola, misteriosamente, non è stata completata. Chissà cosa voleva dire quel lettore…
Francesca Buzzi


