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– Continua il blocco degli autotrasportatori e i primi piccoli disagi iniziano a farsi sentire anche nella Tuscia. Ma la situazione non è disperata come quella nel resto del Lazio e dell’Italia.
“Dei lievi ritardi – spiega Paolo Vestri della Confesercenti – nel ricevere le merci ci sono stati, ma quello che ha creato più disagio sono state le pompe di benzina”.
Nella giornata di ieri, infatti, sono stati tanti i benzinai invasi dalle macchine in fila o chiusi dopo avere esaurito le scorte di carburante o di Gpl.
“Ci sono diversi distributori – afferma ancora Vestri – che non hanno ancora ricevuto i rifornimenti, ma non ci sono al momento dati sufficienti per fare un calcolo preciso e per parlare di una vera e propria crisi”.
Minore, invece, il disagio dal punto di vista degli alimenti. “Nella Tuscia – spiega Leonardo Michelini della Coldiretti – ancora non si può parlare di un vero e proprio disagio come quello che ha investito Roma o il resto del Lazio”.
“Questo perché – continua Michelini – molti punti vendita di Viterbo e provincia si riforniscono di frutta e verdura fresca di stagione dai produttori locali. Gli stessi mercati della Coldiretti coprono il territorio a livello provinciale e i cittadini possono rifornirsi presso le nostre strutture”.
Il problema potrebbe presentarsi per la grande distribuzione e sui prodotti che non provengono dal Lazio, come le arance di Sicilia o altri alimenti tipici del Sud Italia da dove è partita la protesta.
Nella Tuscia comunque non si può ancora parlare di un vero e serio problema di rifornimenti.
