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Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al sindaco di Viterbo Giulio Marini, al comandante della polizia municipale e al direttore dell’istituto d’igiene e salute pubblica – A seguito della deplorevole condizione igienico sanitaria si segnala e denuncia il deprecabile stato di abbandono in cui versano le caratteristiche vie e vicoli del prestigioso quartiere medievale con particolare riferimento alle vie in oggetto qui evidenziate dalle foto: via Ottusa, via dell’Olimetro e via del Riposo.
A seguito dell’indiscriminato deposito quotidiano (anche di fronte agli ingressi delle abitazioni) di escrementi animali (si spera solo animali) in data 8 gennaio 2012 si è proceduto a giusta segnalazione al comando di polizia municipale, che prontamente intervenuta con tre agenti, ha ravvisato l’increscioso ed esecrabile stato di degrado con promessa di pronto intervento sollecitando l’operatore ecologico di turno ( che non si è visto…).
Considerato che le famiglie residenti hanno anche bambini in tenera età, si ritiene doveroso richiedere urgentissimo intervento da parte di chi di dovere, per ripristinare le minime condizioni igieniche delle vie in oggetto, non trascurando soprattutto, un serio provvedimento di prevenzione con maggior controllo e verifica dei giusti doveri ai quali sono tenuti i possessori di cani (microchip, censimento, assicurazione, accorgimenti accessori per la raccolta delle deiezioni, ecc…) se necessario (come qui evidenziato) elevando giuste sanzioni pecuniarie agli incivili contravventori.
Nella giornata del 13 gennaio 2012, finalmente gli operatori ecologici hanno provveduto alla ripulitura delle vie in oggetto. Si ringrazia per l’intervento e per l’attenzione dimostrata dall’interessamento della locale polizia municipale che ha provveduto alla verifica dello stato attuale.
Con l’augurio che una maggior attenzione e soprattutto civiltà faccia sì che la nostra città appaia come giustamente merita, non solo ai nostri occhi, ma anche a quelli dei turisti, nella speranza di non vederli mestamente strisciare i piedi per la strada a ripulirsi dalle troppe “indecenze” incontrate sul cammino proprio mentre la vista si compiaceva delle bellezze architettoniche e storiche di San Pellegrino.
Marco Guglielmi








