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Ciclista falciato, Ventura torna libero

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Massimo Faccenda

Massimo Faccenda

Vincenzo Ventura l'uomo fermato per la morte del ciclista Massimo Faccenda

L'arresto di Vincenzo Ventura

L'avvocato Paolo Delle Monache

L'avvocato di Ventura, Paolo Delle Monache

Niente più domiciliari per Vincenzo Ventura.

L’autotrasportatore 62enne di Fonte Nuova (Roma), presunto pirata della strada che falciò il ciclista 53enne Massimo Faccenda, è tornato in libertà per decorrenza dei termini.

Ventura era agli arresti domiciliari dal 15 ottobre scorso. Quattro giorni prima, l’incidente in cui morì Faccenda, alle 14,30, sulla superstrada Viterbo-Orte.

L’impatto col ciclista è avvenuto all’altezza dell’uscita per strada Bagni. Ventura lo ha travolto col furgone della ditta per cui trasportava medicine. Poi ha continuato la sua corsa, mentre Faccenda finiva nel dirupo sottostante, dopo un volo di sette metri.

Per due giorni fu caccia al pirata della strada. Alla fine, l’autotrasportatore fu rintracciato da carabinieri e polizia.

Interrogato dal Paola Conti, titolare dell’indagine, Ventura ha detto di essersi accorto di aver urtato contro qualcosa, ma non pensava a un essere umano. E quando poi è ripassato nello stesso tratto di strada e ha visto i vigili del fuoco, non ha associato che si trattava proprio del punto in cui aveva avuto l’incidente.

Proprio in questi giorni, i legali di Ventura stavano controllando la scadenza dei termini della misura cautelare. Avevano già pensato di fare istanza, ma il gip Francesco Rigato li ha preceduti.

La Procura, intanto, resta in attesa dell’esito degli accertamenti disposti oltre due mesi fa. La relazione dell’ingegner Franchino, consulente del pm, servirà per chiarire la dinamica dello scontro. Quanto al furgone di Ventura, è ancora al vaglio del Ris, per l’analisi delle impronte digitali e del dna.


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