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– Birindelli… Birindelli… Una ne pensa e cento ne fa. Voi credete che siamo in piena crisi economica? Magari vi lamentate pure. Magari state lì a tirare la carretta nella vostra piccola azienda. O siete preoccupati perché il vostro lavoro dipendente è in bilico. Scioccoloni! Ma di che vi preoccupate? La crisi non c’è. E’ solo un’impressione. E sì, a vedere come spende e spande la signora della politica viterbese, l’ingegneressa Angela Birindelli, la crisi non c’è.
Vi raccontiamo l’ultima. L’ingegneressa ha speso quasi 30mila euro per dirsi da sola “brava!”. Sì, avete capito bene. L’ingegneressa deve essersi guardata allo specchio e gli avrà domandato: “Specchio, specchio delle mie brame chi è la più brava della giunta Polverini?”. E lo specchio, questo fetecchione, deve averle risposto: “Tu mia assessoressa!”. E allora cosa ti pensa l’ingegneressa: “Questo lo debbo far sapere a tutti i viterbesi! Anzi a tutti i laziali e, già che ci sono, anche ai romanisti!”. E allora che ti inventa? Una “campagna di comunicazione inerente l’attuazione del piano di comunicazione del Programma di sviluppo rurale 2007 – 2013 (Psr) della Regione Lazio“.
“Bene!”, diranno i miei quattro ingenui lettori. Bene una cippa, viene da dire, veramente.
Sapete quanto ci è costata la campagna di comunicazione (“comunicazione” si fa per dire, ovviamente)? Ci è costata: 24.500 euro iva esclusa. Come dire quasi 30mila euro.
Quasi 30 mila euro per affiggere, fino ad ora, una serie di manifesti, che a Viterbo città erano ben pochi, in cui si pubblicizza che il programma di sviluppo rurale ha portato all’agricoltura del Lazio 100 milioni.
E il sospetto è che l’intera campagna di comunicazione su tutto il Lazio ci stia costando molto, molto di più. Soprattutto se si considerano tutti i mezzi che possono essere utilizzati, oltre ai manifesti.
L’ingegneressa non ama rispondere alle domande di Tusciaweb, ma a noi vengono spontanee e le facciamo.
Assessora Birindelli quanto intende spendere o ha già speso globalmente per la campagna di “comunicazione” per il Psr?
Si perché non crediamo che la pubblicità la faccia solo a Viterbo e con i manifesti. Ci sbagliamo?
Ma non basta, l’inventiva è totale. Le cose simpatiche del piano di comunicazione che non comunica nulla sono diverse.
Intanto il modo di aggiudicazione dell’affidamento della campagna: procedura in economia mediante cottimo fiduciario.
Perché assessoressa ha scelto questo metodo?
E poi il criterio: prezzo più basso.
Perché questo criterio assessoressa? La comunicazione è una questione di qualità, lo dovrebbe sapere.
Ancora una cosa graziosa: vengono invitate a fare offerte otto aziende, ma solo due le fanno veramente. Solo due. E… indovinate! Ma non ci riuscite a indovinare. Una fa un’offerta non valida. Quando si dice la sfortuna.
Ancora qualche domanda assessoressa: come si fa a invitare otto aziende e solo due fanno un’offerta? Come sono state scelte queste aziende? Male verrebbe da dire, se delle otto solo una alla fine fa un’offerta corretta.
Pensi, assessoressa, se un privato facesse la stessa cosa. Andrebbe su tutte le furie.
E ora l’indovinello degli indovinelli. Sapete qual è la ditta che si aggiudicata il piano di comunicazione? No? La viterbese Panta Cz. Sì proprio quella che qualche tempo fa, ad affidamento diretto sempre dall’assessorato all’Agricoltura regionale, aveva incassato 19.500 euro. Come dire un totale di oltre 49mila euro. Per quanto se ne sa.
Ovviamente tutto secondo regola e dottrina, ci mancherebbe. Nessuno ne dubita. Come nessuno dubita della competenza di una ditta, come la PantaCz, che si occupa di pubblicità a tutto tondo dalla cartellonistica alle campagne elettorali di successo.
Ma – e questa è l’ultima domanda assessoressa – in un momento di crisi era proprio necessario buttare al vento tutti questi soldi per dirsi brava?
Se ci avvertiva, venivamo noi a dirglielo a gratis a Roma, nel suo assessorato.
Ah, dimenticavamo. Il fatto di aver recuperato 100 milioni per l’agricoltura laziale non è un merito. Fa parte semplicemente del suo lavoro. Non è che un operaio al tornio ogni volta che gli viene bene un pezzo fa affiggere i manifesti in città. Come dire: fa l’assessora, lavori, lavori bene e basta!
Ernie Souchak







