Riceviamo e pubblichiamo – “L’associazione di volontariato Eta Beta di Viterbo da vent’anni collabora con l’Unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile della Ausl per contribuire a migliorare la qualità della vita di bambini e ragazzi con disabilità e delle loro famiglie.
Ben conosce e comprende la gravità della situazione denunciata dall’associazione Afesopsit vivendo analoghe difficoltà e carenze; ne condivide quindi le preoccupazioni espresse con vigore e risolutezza e ne appoggia e sostiene l’azione”.
Questo il pensiero del presidente Aurelio Cozzani e di tutti i soci di Eta Beta.
Prosegue Cozzani: “Non è tollerabile, neppure nei più gravi periodi di crisi, che vengano ridotti e ridimensionati se non addirittura soppressi servizi e diritti inalienabili che costituiscono il bene primario di ogni essere umano. Attualmente però la carenza e la continua riduzione di personale, oltre all’utilizzo di professionisti precari che non possono garantire la continuità delle cure, mettono in serio pericolo l’efficienza e la stessa sopravvivenza dei servizi.
Basti pensare che attualmente a Viterbo ben 63 sono i bambini in lista d’attesa per gli interventi di terapia riabilitativa e a Soriano nel Cimino 15 bambini non potranno più usufruire delle prestazioni ambulatoriali in quanto la terapista che ha raggiunto l’età della pensione non è stata sostituita”.
Per Cozzani “con Afesopsit, Eta Beta da anni intrattiene rapporti di collaborazione, vicinanza e condivisione di progetti strutture e battaglie, ma in questo momento il rapporto si fa più stretto, urgente e necessario per rivendicare il diritto alla salute e all’assistenza. Per questo si schiera al suo fianco e appoggia le sue rivendicazioni, auspicando che l’incontro che si terrà giovedì 19 gennaio in Prefettura porti alla risoluzione del problema, evitando lo smantellamento dei servizi socio-riabilitativi e assistenziali e riaffermando il principio della qualità della vita”.
Associazione Eta Beta
