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“Inappropriato l’intervento di Battistoni”

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Miranda Perinelli

Miranda Perinelli

Riceviamo e pubblichiamo – Tutta la solidarietà della Cgil va ai malati psichici e alle loro famiglie che si trovano in strada oggi per affermare un diritto sacrosanto, cioè l’essere curati, e seguiti con tutte le forme di specializzazioni di cui il settore ha bisogno.

Troviamo davvero disdicevole costringere queste persone a dover stare in strada a manifestare, al freddo a dormire in piazza, e che in maniera indifferente, dalla Regione Lazio, vengono trattati come residuali dato che fin dal mese di agosto del 2011 hanno richiesto, attraverso l’associazione dei familiari dei malati psichici della Tuscia, di essere ricevuti e ascoltati per rappresentare il disagio e le difficoltà delle persone che soffrono di questa malattia.

Una malattia che spesso non viene considerata alla pari di altre che riguardano il corpo, senza considerare che non ci può essere benessere fisico se non viene prima curata la mente, fondamentale per vivere la propria vita.

Non ci sono scusanti per gli interventi della Regione Lazio sulla demolizione di questo servizio, perpetrato in questo ultimo periodo fino a doversi trovare senza più neanche il necessario, in molti punti di riferimento della provincia, rispetto a figure di specialisti in psichiatria, infermieri, assistenti sociali, psicologi.

Forse sarebbe il caso che anche gli amministratori delle comunità venissero a conoscenza di quanti loro concittadini hanno bisogno e frequentano i Centri di salute mentale con tutte le varie specializzazioni, e alzare la voce insieme ai loro concittadini.

Per questo trovo che l’intervento del consigliere Battistoni sia inappropriato rispetto alla situazione in cui si sono venute a trovare da un anno a questa parte questi malati, peraltro non va sottovalutato il fatto che la crisi economica di questa portata significa, come si sa, disagio economico dovuto al lavoro precario, lavoro che si perde, lavoro che non c’è , che porta con se anche patologie di questo tipo, dunque un segmento della sanità che andrebbe caso mai potenziato e non il contrario.

Pertanto per quanto riguarda la Cgil saremo a fianco dell’Associazione dei familiari e dei malati stessi, e ci uniamo alla loro protesta affinchè la Regione Lazio, la dirigenza della Asl di Viterbo, risolvano i problemi di questi malati che talvolta, sbagliando, non vengano riconosciuti tali.

 

 

Miranda Perinelli
Segretario generale Cgil Viterbo


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