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– Si era assentato qualche giorno per passare il Natale coi parenti. Al ritorno ha trovato la casa bruciata.
Vittima del grave atto intimidatorio, Mauro Vecchi, ex dirigente Eni, oggi in pensione e da anni residente a Orte.
Nella notte tra il 27 e il 28 dicembre, ignoti si sarebbero introdotti nel casolare di campagna in cui Vecchi vive. Una volta dentro hanno dato fuoco al suo letto e lasciato aperta una bombola del gas. Col chiaro intento di far esplodere la casa.
“Solo il fatto che l’ossigeno era finito ha impedito all’incendio di propagarsi – spiega l’avvocato Salvatore Sciullo, che assiste l’ex dirigente -. Altrimenti, le conseguenze avrebbero potuto essere ben più gravi. Il tetto del casolare è interamente fatto di legno. Se le fiamme ci fossero arrivate, a quest’ora l’abitazione sarebbe rasa al suolo”.
Per l’avvocato non c’è dubbio che chiunque abbia agito, voleva colpire Vecchi. Spaventarlo.
Tant’è che sul davanzale della finestra, l’ex dirigente ha trovato dei ceri funerari.
Chi è entrato in casa ha anche pensato a incatenare i due cancelli di accesso all’abitazione, come per bloccare ogni via di fuga.
Vecchi ha fatto la scoperta la mattina del 28. Il pomeriggio, ha sporto denuncia alla caserma dei carabinieri di Orte.
La Procura di Viterbo, intanto, ha aperto un’inchiesta, coordinata dal pm Renzo Petroselli.
Non è escluso che, della vicenda, già a partire dai prossimi giorni, possa occuparsi direttamente il procuratore capo Alberto Pazienti. Tra quest’ultimo e l’avvocato Sciullo c’è già stato un primo colloquio in Procura ieri mattina.
“Al dottor Pazienti, in un’apposita istanza, ho chiesto un intervento deciso, per l’incolumità del mio assistito – dichiara l’avvocato -. Soprattutto per evitare che, in futuro, possa accadere a Vecchi qualcosa di ancora più grave. La situazione è davvero allarmante“.
Non è la prima intimidazione che Vecchi riceve. Da almeno sei anni, per l’ex dirigente Eni non c’è pace.
Uno degli ultimi episodi risale al 2 novembre 2009 quando, in coincidenza con la festa dei defunti, il cimitero di Orte fu tappezzato di scritte contro l’ex dirigente e uno dei suoi guardiani.
Un’altra volta, ignoti gli ruppero i tubi del gas dopo essergli entrati in casa. E poi, ancora, il danneggiamento di un centinaio di alberi da frutta della sua proprietà: Vecchi li trovò mozzati, i tronchi tagliati a metà.
Sull’ultimo caso, le indagini proseguono a 360 gradi. Dopo la denuncia dell’ex dirigente, i carabinieri di Orte si sono recati al casolare per un primo sopralluogo. Bombola e materasso sono stati sequestrati.


