Riceviamo e pubblichiamo – Avevo appreso la scorsa settimana con una telefonata al Cev che il Comune di Viterbo differenzia una quantità esigua dei proprio rifiuti, un 15% che la stessa operatrice del Cev ha fatto fatica a tirar fuori dopo tante domande del tipo: A che le servono queste informazioni? Chi è lei?
I dati presentati nella conferenza stampa del 26 gennaio mostrano in tutto e per tutto l’inadeguatezza delle politiche messe in campo dall’amministrazione comunale in tema di raccolta differenziata, in quanto affermare che solo una piccola minoranza dei cittadini non segue le regole imposte è pura fantasia
Trovo anche molto antipatico l’atteggiamento dell’amministrazione che tende a rimbalzare alla cittadinanza colpe che non ha il coraggio di assumersi. L’aver fatto tre campagne di sensibilizzazione per la differenziata non dice nulla sulla qualità e l’efficacia che hanno portato, ma sono evidentemente un comodo alibi per rimbalzare ai cittadini le colpe.
Pochi giorni fa ci si lamentava con gli abitanti di un quartiere perché parcheggiavano in prossimità delle fermate degli autobus, ora si dice che la raccolta differenziata non funziona perché i cittadini non si impegnano abbastanza. Altre volte ci si lamenta per gli ingombranti lasciati in prossimità dei cassonetti invece che nei container messi a disposizione le prime domeniche di ciascun mese. Verrebbe da dire che non è mai colpa di chi ci amministra. Siete proprio così sfortunati da amministrare una città di maleducati?
Potrei generalizzare il ragionamento secondo il quale in Italia regna sovrana l’evasione fiscale per colpa dei cittadini e mai della classe politica che ci governa, incapace di promuovere comportamenti virtuosi a discapito di comportamenti da furbi. Non resto di certo sorpreso per questo in quanto fino a poco fa avevamo un presidente del Consiglio che in alcuni passaggi ha tentato di giustificare, per utilizzare un eufemismo, l’evasione da parte delle aziende.
Ritornando alla differenziata può essere quindi che a Viterbo tutti i cittadini sono maleducati? Non sarà mica che le campagne di sensibilizzazione alla raccolta differenziata sono state del tutto inefficaci? Forse non è bastata la foto dell’ex assessore Arena seduto su televisori in disuso a illuminare i cittadini a non buttare nei cassonetti gli ingombranti. Nulla di particolare nei confronti di Arena che ho apprezzato vedere qualche tempo fa intento a ridurre scatoloni abbandonati accanto ai cassonetti per spostarli dentro al cassonetto giallo della carta.
Conosco paesi nei quali sulla differenziata si è investito in maniera convinta non inventando fantomatiche sperimentazioni in singole zone, che comportano un costo elevato in quanto non sfruttano nessun principio di economia di scala. In questi paesi nei quali non si è cincischiato in sperimentazioni si sono ottenuti risultati straordinari già dopo un anno con livelli di differenziata superiori al 60/70%, mi riferisco a Oriolo Romano e Corchiano, paesi che rimbalzano continuamente sulla stampa per pratiche virtuose.
Qualche mente pigra potrebbe pensare che è fin troppo facile fare la differenziata in piccoli comuni piuttosto che in una grande città. Questa pigrizia si può subito smentire con in dati di centri importanti come Salerno grande due volte e mezzo Viterbo che differenzia intorno al 72% dei rifiuti. Viterbo differenzia quasi la metà di Roma che ha oltre tre milioni di abitanti.
Secondo i principi dell’amministrazione Marini a Oriolo Romano e Corchiano, Salerno e tante altre città ci sono cittadini educati e Viterbo è il covo di maleducati? Non credo proprio, probabilmente hanno amministratori di tutt’altra stoffa e sensibilità. Se idee del tutto innovative non vi vengono in mente a volte basta umilmente chiedere consiglio e scopiazzare.
Qualche giorno fa il sindaco Marini parlava di termovalorizzatore. Mi chiedo come si può dimensionare un termovalorizzatore per Viterbo se ancora non si ha un dato reale né una stima di quelle che saranno le tonnellate che si conferiranno in discarica entro i prossimi 5 anni? Se Viterbo, come mi auspico, tra qualche anno differenzierà il 60% dei rifiuti con cosa verrà riempito il termovalorizzatore al posto di quel 45% di rifiuti che non sarebbero più conferiti? Lo stesso ragionamento andrebbe allargato a livello provinciale. Rischiamo quindi che un domani converrà non differenziale per sfruttare in modo efficiente un termovalorizzatore? Perché non pensare invece che il ciclo della differenziata può stimolare investimenti e occupazione nella nostra provincia in crisi?
Queste secondo me sono domande che la politica viterbese dovrebbe porsi. Questo secondo me è un modo giovane di fare politica, dove giovane non è per questione anagrafica, ma giovane per freschezza, sobrietà ed innovazione, riassumerei tutto in buon senso. I sindaci dei comuni dei paesi che ho citato non sono giovani anagraficamente, ma sono giovani per idee, Rock direbbe Celentano in una politica viterbese ancora troppo lenta.
Invece si continua a correre in eterno ritardo dietro all’urgenza del momento distratti fin troppo dall’appaltare e dallo spartire potere ed incarichi. Trattare tutto come emergenza è il più grande spreco di denaro pubblico imputabile alla politica (per altri il più grande business), sicuramente quantitativamente molto maggiore dei costi diretti della politica, che sia ben chiaro devono essere comunque ridotti.
Francesco Scialacqua
Partito democratico
