– Questa mattina il presidente Marcello Meroi ha ricevuto da parte del presidente dell’associazione Afesopsit Vito Ferrante le proposte elaborate dai familiari dei malati psichici, per migliorare il servizio d’assistenza e superare le criticità che stanno creando disagi agli assistiti e ai loro parenti.
Subito dopo Meroi ha scritto una lettera al presidente della Regione Lazio Renata Polverini con allegata la richiesta di un incontro con i rappresentanti dell’Associazione e i familiari dei malati.
“Egregio presidente – scrive Meroi – come ben saprà, ormai da giorni l’associazione Afesopsit che riunisce i familiari dei malati psichici, sta manifestando con un presidio permanente in piazza del Plebiscito a Viterbo, per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sulle principali criticità che stanno penalizzando il servizio d’assistenza, ma soprattutto per avere un incontro con lei.
Io stesso, così come altri rappresentanti istituzionali, sono andato a parlare con i manifestanti e ho avuto modo di verificare personalmente una situazione di disagio che per i diretti interessati è decisamente critica.
Situazione che deriverebbe in particolare da una riduzione degli assistenti sociali nell’anno appena trascorso, cui dovrebbe fare seguito la perdita di ulteriori figure professionali nel 2012.
Il presidente dell’associazione Vito Ferrante – aggiunge il presidente della Provincia – mi ha fatto pervenire oggi stesso un documento contenente osservazioni e proposte riguardanti le principali e più urgenti necessità del servizio di assistenza ai malati psichici su tutto il territorio provinciale.
Senza entrare nel merito delle proposte avanzate, ritengo sia opportuna l’apertura di una discussione costruttiva, per trovare una forma di collaborazione utile a superare i disagi e le difficoltà che i sofferenti e i loro parenti incontrano nelle loro attività quotidiane.
Con la presente sono quindi a chiederle la disponibilità di ricevere, appena le sarà possibile, il presidente Ferrante ed una delegazione dei familiari degli assistiti, per dare loro la possibilità di illustrarle personalmente le loro esigenze, i relativi suggerimenti e proposte, individuando un percorso condiviso in grado di garantire un’assistenza adeguata ed un’indispensabile efficienza dei servizi, in un comparto sanitario strategico e particolarmente delicato”.
