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Riceviamo e pubblichiamo – Da giorni, ormai, i familiari e i medici dell’Afesopsit presidiano la piazza del Comune di Viterbo per protestare contro lo smantellamento del servizio psichiatrico di diagnosi e cura e ribadire nuovamente la necessità di un confronto tra le parti.
Il servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Viterbo è talmente depotenziato che si sfiora l’interruzione di pubblico servizio dovuto principalmente alla precarietà di medici e operatori, all’organico eccessivamente ridotto, alla carenza di posti letto e alla chiusura delle piccole strutture di assistenza.
Tutto ciò mette a rischio quella continuità terapeutica che è invece il presupposto essenziale per la qualità del servizio. Da oggi cominceremo a presentare la mozione di sostegno in tutti i consigli comunali così da sensibilizzare tutte le realtà territoriali e impegneremo i sindaci a farsi sentire con la regione.
La Tuscia e i suoi abitanti non posso essere trattati come sudditi. Una parte di questa provincia lotta, vive e spera per un mondo migliore.
Rifondazione comunista

