Riceviamo e pubblichiamo – Leggo con piacere su Tusciaweb che a settembre partirà la raccolta differenziata porta a porta anche fuori le mura.
Leggo altresì che il Cev, società in liquidazione non ha assunto personale e il sindaco ha dovuto sacrificare lo spazzamento delle strade per sopperire alla mancanza di addetti Cev.
Mi chiedo? Quando partirà il progetto anche fuori le mura come intende provvedere all’aumento del lavoro che inevitabilmente ci sarà? E ancora: il sindaco dice che se i viterbesi vogliono una città pulita devono essere loro stessi più disciplinati.
Ma ammette anche che c’è uno zoccolo duro di indisciplinati che lui ha già sanzionato con multe che giura continueranno. Ma dove, ma chi, ma quando, ma mi faccia il piacere, direbbe il mio concittadino, principe de Curtis.
Perlomeno fuori le mura dove io abito, i vigili e le multe non si sono mai viste. Abito in via Brenta e all’altezza del civico 36 dove sono posti i cassonetti dell’umido e della differenziata, sono io che provvedo a pulire dove sporcano i maleducati con miei strumenti di pulizia.
Tra l’altro, quando non colgo sul fatto gli incivili, intimandogli di riporre i rifiuti negli appositi contenitori, pena la mia segnalazione alle autorità preposte, segnalandone anche la targa dell’auto, se motorizzati.
I miei vicini mi incoraggiano ad andare avanti anche se i miei parenti temono per la mia incolumità, magari il maleducato di turno è manesco, non si sa mai, ma io vado avanti per la mia strada. Questo è l’insegnamento avuto dai miei genitori: rispetto per tutto ciò che non è mio e salvaguardia del luogo che ci ospita.
Piuttosto vorrei che anche altri miei vicini e viterbesi si indignassero e proseguissero con me questa battaglia di civiltà. Ma soprattutto vorrei delle risposte dal comune e la presenza vera, non virtuale di divise che multino i trasgressori anche fuori le mura. O siamo residenti di serie B? Eppure le mie tasse il sindaco le accetta e anche volentieri e allora che le faccia fruttare.
Chiedo troppo?
Cristiana Lamanna
