Riceviamo e pubblichiamo – Il ricorso al Tar del Lazio, presentato dal gruppo consigliare del Pd, è stato accolto.
Il sindaco di Viterbo Giulio Marini deve piegarsi all’articolo 3 dello statuto del comune che, alla voce Pari opportunità, prevede la presenza femminile nelle giunte.
L’esecutivo è stato prontamente azzerato, così come la sua composizione, inserendo due donne: Maria Antonietta Russo, eletta consigliera di maggioranza con delega alle Pari opportunità, già consigliera di parità a palazzo Gentili nell’amministrazione Marini e Chiara Frontini, giovane studentessa appartenente al gruppo viterbese Giovane Italia della corrente Mauro Rotelli che si è distinta nella sua carriera politica per aver attaccato duramente la senatrice Laura Allegrini sulle vicende sui compensi.
Le donne di Futuro e Libertà, pur ammettendo che le regole sono finalmente state rispettate, sono sempre più convinte che le “quote rosa” rappresentino un fallimento in termini di meritocrazia, e si augurano che il ddl presentato dall’ex ministro alle Pari opportunità Mara Carfagna lo scorso 7 aprile possa diventare legge, favorendo l’introduzione nel sistema elettorale dei comuni della “doppia preferenza di genere“, perché non si dica che le posizioni dirigenziali femminili nelle amministrazioni comunali vengono concesse in virtù di quote previste per legge.
Vita Sozio
Responsabile pari opportunità coordinamento provinciale Fli Viterbo
