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Pernacchie al cellulare, segretaria comunale alla sbarra

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

– Una telefonata a mezzanotte per fargli una pernacchia e mandarlo a quel paese.

L’insolito trattamento sarebbe stato riservato al comandante della polizia locale di Ronciglione Antonio Mocavini. All’altro capo del filo sarebbe stata la segretaria comunale Luisa Cogliano.

Uno sberleffo che è costato alla donna una denuncia per molestie e ingiurie e l’invito a comparire in tribunale ieri mattina, per l’inizio del processo.

Il fatto risale al 9 febbraio 2010. A mezzanotte e cinque il cellulare di Mocavini squilla. Gli risponde una voce di donna, di pochissime parole: “Prrrr! Vaff…”. La denuncia contro ignoti mette in moto la Procura che, dai tabulati telefonici, risale alla segretaria comunale.

Di tentare la strada della riconciliazione, non se ne parla. Quattro mesi dopo, durante una riunione, la Cogliano lancia un borsello in faccia a Mocavini, che si fa scudo col braccio e resta ferito. Risultato: tre giorni di prognosi per il comandante e una causa in corso davanti al giudice di pace, che si aggiunge ai vecchi dissapori e al processo iniziato ieri.

Mocavini, assistito dall’avvocato Roberto Massatani, si è costituito parte civile. Per il reato di molestie, come disposto ieri mattina dal giudice Gaetano Mautone, la segretaria comunale dovrà versare 258 euro al comandante della polizia locale, a titolo di oblazione. Il pagamento dell’ammenda, in pratica, estinguerà il reato. Quanto all’accusa di ingiurie, la competenza potrebbe passare al giudice di pace, come richiesto dal difensore della Cogliano, Enrico De Paolis.

Per ora, comunque, la prossima udienza sarà di nuovo davanti al giudice monocratico del tribunale di Viterbo. Se ne riparla il 13 aprile.

 



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