Riceviamo e pubblichiamo – Dopo le difficoltà incontrate nel consiglio del 28 novembre 2011, quando cinque membri di maggioranza si astennero dal votare l’approvazione di un Pua proposto dal sindaco, il 31 dicembre il consiglio comunale si è trasformato per la maggioranza in una vera e propria figuraccia, anticipando, letteralmente, i botti di mezzanotte. Di seguito i fatti.
Per le 17 del 31 dicembre il sindaco Zannoni convoca il consiglio comunale; la scelta di data ed orario non è sicuramente delle più (con)geniali ma la minoranza si fa comunque trovare pronta e preparata come al solito.
Cinque i punti all’ordine del giorno: la presa d’atto di rettifiche per errori materiali di alcune delibere di precedenti consigli, la modifica dell’articolo 6 dell’accordo di programma – piano di zona, la modifica all’articolo 57 del regolamento consiliare, la ratifica della delibera di giunta numero 72 del 2011 relativa a variazioni di bilancio, l’approvazione di un Pua presentato da una locale cooperativa agricola.
Presenti il sindaco, sei consiglieri di maggioranza (sugli otto previsti), tre di minoranza (su quattro). Dopo l’appello il primo colpo di scena: la minoranza fa presente che secondo il regolamento pubblicato sull’albo pretorio online, alle sedute consiliari di prima convocazione, per essere valide, devono intervenire almeno nove componenti il consiglio di cui almeno un assessore in carica se consigliere.
Poiché tra i due assenti della maggioranza vi è proprio l’unico assessore consigliere di questa amministrazione, per giunta assessore al Bilancio, per la minoranza il consiglio non può essere valido.
A questo punto il segretario fa presente che il regolamento pubblicato non è quello in vigore, quello in vigore prevede requisiti diversi; viene quindi tirato in ballo lo statuto pubblicato il quale, da par suo, non brilla certo per chiarezza e comprensione; secondo l’articolo 22 dello statuto infatti le sedute del consiglio comunale sono valide quando in prima convocazione sono presenti “la metà più uno dei membri del consiglio dei consiglieri” definizione che complica ancor di più la situazione; per la minoranza, che comunque non abbandona mai l’aula, questo significa che se nel computo si considerano tutti i membri del consiglio, ivi compreso il sindaco, la metà più uno dei 13 membri ammonta a 7,5 che per la minoranza deve essere arrotondato a 8 (si ricorda che la maggioranza a quel punto era presente con 6 consiglieri più il sindaco); se nel computo si considerano solo i consiglieri comunali, senza sindaco, la metà più uno dei 12 consiglieri ammonta a 7 unità (con la maggioranza ancora presente con solo 6 unità).
A questo punto sindaco e segretario comunale, dopo lungo confabulare, chiedono di sospendere il consiglio per approfondire la questione. In proposito è opportuno precisare che la minoranza non ha mai lasciato l’aula e, quindi, i numeri per rendere valide le deliberazioni ci sono sempre stati ma forse il sindaco e il segretario non hanno a ciò pensato, probabilmente troppo presi dal conteggiare solo i consiglieri di maggioranza o immaginandosi chissà quale azione da parte della minoranza.
E’ comunque evidente che con una variazione da ratificare inderogabilmente entro il 31 dicembre, un rinvio del consiglio sarebbe stato per il sindaco e la sua maggioranza una gravissima sconfitta da impedire ad ogni costo. Comunque, dopo una sospensione di oltre mezz’ora, che, a detta del sindaco, doveva servire per approfondire la questione, ma che secondo chi scrive è servita per provare a convincere gli assenti a presentarsi al consiglio, ecco, come per magia, apparire in aula uno dei due consiglieri assenti.
Ora la maggioranza può vantare sette consiglieri più il sindaco; è al sicuro da ogni modalità di conteggio delle presenze e, quindi, il consiglio può iniziare; la validità delle delibere è in salvo ma rimane la pessima figura fatta nei confronti di tutti. Pessima figura per un consiglio convocato alle 17 del 31 dicembre (l’ultimo giorno utile per ratificare un’importante delibera di giunta) senza avere la certezza di poter contare su numeri favorevoli.
Pessima figura per il valzer dei presenti e per l’ennesima assenza dell’assessore al Bilancio che ha rischiato di compromettere tutto; pessima figura perché sull’albo pretorio online risultavano pubblicati importanti documenti non in vigore (il verbo è al passato perché sembra che ora siano stati rimossi); pessima figura perché si è resa necessaria la sospensione di un consiglio per diversi minuti (caso assai raro per il piccolo Comune) a testimonianza delle gravi difficoltà in cui versa l’attuale amministrazione.
Pessima figura perché nel corso del consiglio verranno evidenziate, a più riprese, errori vistosi e grossolani nonché gravi incertezze con la maggioranza costretta a rinviare il punto 3 all’ordine del giorno “la modifica dell’articolo 57 del regolamento di funzionamento del consiglio” in seguito alla controproposta della minoranza e alla divergenza di idee che ciò ha provocato all’interno della stessa maggioranza, e il punto 5 “Approvazione Pua” in quanto la pratica risultava carente di alcuni pareri e comunque, clamorosamente, la documentazione resa disponibile al consiglio non era quella relativa al Pua in questione ma a una precedente richiesta, addirittura vecchia di oltre tre anni.
Per quanto riguarda il punto 1, la minoranza si rifiutava di votare la presa d’atto delle rettifiche apportate dal segretario comunale a delibere relative a precedenti adunanze, in quanto la procedura era ritenuta irregolare; ciò in considerazione che l’attuale regolamento consiliare, come, peraltro, più volte denunciato dalla minoranza. Prevede che i verbali della seduta precedente non vengano approvati e, quindi, la minoranza ritiene che neanche le rettifiche a quei verbali devono venire approvati. Nel corso della discussione la minoranza aveva modo di rimarcare il peso degli errori che hanno determinato le rettifiche, in particolar modo una delle due (risalente a giugno!) era ritenuta particolarmente grave perché riferita addirittura all’esito di una votazione. Era quella con cui l’amministrazione concedeva il suo parere favorevole al nuovo piano urbanistico comunale generale (PUCG).
Per quanto riguarda il quarto punto all’ordine del giorno “Ratifica deliberazione di giunta municipale numero 72/2011 – variazione di bilancio” la minoranza esprimeva il proprio voto contrario in quanto la variazione al bilancio risultava essere stata effettuata nello stesso giorno e alla stessa ora (altra svista colossale?) dell’ultimo consiglio comunale (28 novembre 2011 ore 19); pertanto si ritiene che tale variazione avrebbe dovuto essere adottata con delibera di consiglio così come previsto dal comma 2 dell’articolo 175 del D.Lgs. 267/2000.
Tra l’altro la minoranza esprimeva le forti perplessità su alcune importanti voci di bilancio per i loro riflessi sulla vita dei cittadini come quella relativa alla mensa scolastica o le ennesime variazioni relative all’autovelox.
Un ultimo dell’anno, quindi, con fuochi d’artificio anticipati alle 17 che riteniamo rimarrà a lungo nella memoria della maggioranza, della popolazione di San Lorenzo Nuovo e, soprattutto, della minoranza che nell’esprimere forte disappunto per l’inefficienza dell’attuale amministrazione appare, soprattutto, visibilmente preoccupata per il futuro del Paese e della sua gente.
Il gruppo di minoranza del consiglio comunale di San Lorenzo Nuovo
