Riceviamo e pubblichiamo – Dopo le prime voci che sono circolate riguardo un mio possibile ingresso in consiglio comunale, alcune persone si sono poste, giustamente, delle domande. Poiché quelle stesse domande me le sarei poste anch’io, credo sia rispettoso e doveroso ripercorrere brevemente un periodo per arrivare ai nostri giorni.
Era la primavera del 2008 quando finì la straordinaria esperienza del comitato per l’aeroporto, un movimento che ha unito migliaia di persone al filo della speranza per una crescita del nostro territorio. Non ho mai condiviso la scelta di trasformare un movimento apolitico, che apparteneva alla popolazione che ci ha sostenuto, in organizzazione politica, ma non avevo scelta.
Dopo tre anni di impegnativo lavoro come segretario del comitato, tra gioie e dolori, soddisfazioni e amarezze, complimenti e qualche lieve intimidazione, dovevo decidere se terminare lì il mio impegno o candidarmi con la speranza di essere eletto per continuare a rappresentare gli iscritti fino al “parto di quel figlio” che, se nascerà, sentirò anche mio. Ma se quell’aeroporto, per qualche ragione, non dovesse “decollare”, come magra consolazione potrò dire a me stesso che, nel mio piccolo, a mie spese, ho assolto i miei compiti oltre ogni più rosea aspettativa.
Questa premessa si è resa necessaria per ricordare che all’indomani dallo scrutinio elettorale del 2008, deluso, ma non tanto per i voti, ho immediatamente abbandonato l’esperienza elettorale con Viterbo Vola, mai iniziata politicamente.
Come cittadino spettatore, però, ho continuato a seguire le vicende aeroportuali viterbesi e le diatribe tra i sostenitori e i contrari. Sono stato più volte sollecitato da cittadini eccezionali, già iscritti al comitato e vicini alla mia linea di pensiero, a ricostituire un movimento per ricominciare a parlare di altri progetti per il territorio, mantenendo quella purezza e disinteresse personale che mi hanno caratterizzato nel pieno della mia attività pro-aeroporto.
Nel frattempo, però, ho seguito l’impegno profuso per il territorio dai miei compagni di cordata, Umberto Fusco e Alfiero Spadoni.
Soprattutto, di loro, anche se non sono stati gli unici, non posso dimenticare la correttezza, la stima, il rispetto e l’amicizia manifestata nei miei confronti da prima delle elezioni del 2008 e dopo la loro cessata esperienza con Viterbo Vola. In tempi non sospetti, Fusco e Spadoni mi hanno sempre cercato e richiesto per collaborare ai loro progetti con la speranza che si realizzassero le condizioni per avermi in consiglio con loro, gratificandomi con questo loro atteggiamento.
Oggi, per i motivi che tutti conoscono, si è liberato il posto per il primo dei non eletti della lista civica Viterbo Vola e con questa opportunità mi si ripresenta l’occasione per tornare a parlare attivamente di progetti con i cittadini. Pronto per questa nuova esperienza, rispondo con entusiasmo alla chiamata transitando, da subito, con la Lega Federalista, un movimento voluto da Umberto Fusco, che opera con la massima autonomia politica sul nostro territorio, a Latina, Frosinone e Terracina, sorretto, all’occorrenza, dai vertici e dai parlamentari della Lega Nord.
Il resto per me sarà una nuova scommessa, ma anche una buona opportunità per esprimere tutto quel sentimento d’affetto e di rispetto che provo per Viterbo e la sua gente, sempre che ci sia ancora la voglia di agire insieme nell’interesse dei cittadini, del territorio, delle nostre risorse e delle imprese.
Spero di essere all’altezza del compito e di trovare le condizioni e gli spazi giusti per potermi inserire ed esprimermi così come sono e come mi si chiede di restare.
Maurizio Pinna
Consigliere Lega Federalista
