Pubblichiamo la lettera che il deputato del Pd Ugo Sposetti ha inviato ai colleghi parlamentari, il 20 dicembre 2011, per spiegare quanto poco guadagnano. Lettera che oggi il deputato ha inviato anche agli organi di stampa – Cara/o collega,
In questi ultimi mesi si è discusso molto sui costi della politica e, nel dettaglio , delle retribuzioni dei parlamentari italiani e delle risorse ai partiti.
La girandola di dati, proposta dai principali organi di stampa , oltre a generare confusione e disinformazione , ha come obiettivo quello di demolire l’immagine del lavoro parlamentare e del complesso sistema dei partiti.
Per cercare di arginare questo “produttivo filone giornalistico “ ti allego alcuni dati che spero possano esserti utili.
Per quanto riguarda il sostegno finanziario dei partiti, una prima ipotesi comparativa tra i principali paesi europei, può essere fatta utilizzando i dati disponibili nel dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati – Ufficio Legislazione straniera, dal titolo “Il finanziamento della politica in Francia , Germania , Regno unito e Spagna“.
Nel documento sono stati messi a confronto: lo stanziamento in favore dei partiti politici e delle fondazioni in Germania nel 2011, le spese sostenute con le stesse finalità in Francia nel 2007 e in Spagna nel 2001 e l’importo dei contributi per abitante.
Su quest’ultimo punto ti allego la seguente scheda riassuntiva.
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GERMANIA ITALIA SPAGNA FRANCIA € 5,64 per abitante
€ 2,97 per abitante
€ 2,84 per abitante
€ 2,46 per abitante
Nel nostro Paese, per effetto di tre differenti provvedimenti legislativi intervenuti negli ultimi anni, il rimborso è stato decurtato del 10 per cento a partire dal 2008 e di un ulteriore 20 per cento con effetto a partire dalla prossima legislatura.
Una ulteriore rilevante modifica introdotta con tali interventi è quella relativa alla soppressione della norma che prevedeva la prosecuzione del versamento delle quote annue anche in caso di scioglimento anticipato delle Assemblee parlamentari o regionali interessate.
Nel tempo si è quindi verificata una sostanziale riduzione dei rimborsi elettorali.
Nell’anno di istituzione del finanziamento pubblico, il 1974, il fondo ammontò a circa 23,2 milioni di euro, cifra che però, tradotta al valore attualmente corrente, equivale ad oltre 271 milioni di euro; nel 2010 i rimborsi complessivamente erogati sono stati di circa 285 milioni di euro; nel 2011 l’importo globale è sceso a 180 milioni di euro circa; dal 2015 , infine quando la disciplina attualmente vigente spiegherà pienamente i suoi effetti, i rimborsi ammonteranno complessivamente a circa 144 milioni annui. Per effetto di tali riduzioni il contributo di ogni abitante italiano risulterà pari a 2,38 euro. Il dato più basso tra i paesi europei sopra indicati.
Per quanto attiene invece alla remunerazione degli eletti nei parlamenti nazionali e nel parlamento europeo, altro tema ampiamente dibattuto, mi limito ad allegare la seguente scheda.
Raffronto sintetico sul trattamento economico del Parlamentare in Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Parlamento Europeo
| Deputati in Carica | |||||
| Competenze mensili nette |
|||||
| ITALIA | FRANCIA | GERMANIA dal 1° gennaio 2012 |
GRAN BRETAGNA | PARLAMENTO EUROPEO |
|
| Indennità | 4. 925,48 *
4. 685,88 ** |
5.035,00 *** | 5.110,31 | 4.382,00 | 6.200,72 |
| Diaria | 3.503,11 | – | 4.029,00 | 1.922,25
rimborso |
2.432,00
4 sedute plenarie |
| Spese viaggio | 1.331,70 | – | – | – | 354,00
rimborso massimo |
| Spesa segreteria | 6. 412,00 | 1.000,00
rimborso |
2.236,58
rimborso |
4.299,00 | |
| Totale competenze
nette |
10. 018,52 *
9. 778,92 ** |
11. 863,60 | 10.139,31 | 8.540,83 | 13.285,72 |
| Contributo eletto/elettore Erogato tramite il gruppo |
3.690,00 |
– |
– |
– |
– |
| Importo massimo per la retribuzione dei collaboratori gestiti direttamente dalle Amministrazioni dei Parlamenti |
– |
9.138,00 |
14.712,00 |
10.581,00 |
21.209,00 |
| Totale | 13.708,52 | 21.001,60 | 24.851,31 | 19.121,83 | 34.494,72 |
- * al netto anche delle addizionali regionali e comunali ( è stato considerato , a titolo esemplificativo , un deputato residente a Roma)
- ** al netto anche delle addizionali regionali e comunali ( è stato considerato , a titolo esemplificativo , un deputato residente a Roma) per i deputati che svolgano un’attività lavorativa per la quale percepiscono un reddito uguale o superiore al 15% dell’indennità parlamentare
- *** si tratta di valori medi meramente indicativi determinati sulla base dei regimi fiscali dei singoli Paesi
Consentimi infine un ultima considerazione sulla campagna mediatica contro la politica e contro il parlamento.
Sollecitato da uno studio presentato nei giorni scorsi dall’associazione ex parlamentari della Camera dei Deputati dal titolo “Quale democrazia con quali costi “ ho consultato l’archivio della rassegna stampa della Camera dei Deputati dal 1° giugno 2011 al 19 dicembre 2011 ( Il periodo scelto coincide con il varo di quattro manovre economiche: Dl 98/Luglio 2011, Dl 138/Agosto 2011, Dl 148/ Settembre 2011, Dl 201/Dicembre 2011).
Bene, inserendo nella barra “ Ricerca per parole “ i principali termini utilizzati nei titoli degli articoli proposti è emerso il seguente quadro:
| Tema trattato | Numero articoli |
| Casta / Costi della politica | 1024 |
| Precariato | 13 |
| Evasione fiscale | 31 |
| Trasporti | 44 |
| Povertà | 48 |
| Ambiente | 77 |
| Indignati | 147 |
| Recessione | 164 |
| Finanza | 260 |
| Famiglia | 312 |
| Giovani | 651 |
| Banche | 861 |
| Pensioni | 936 |
| Lavoro | 997 |
| Europa | 1499 |
Mi sono permesso di sottoporre alla tua attenzione questi dati perché ritengo che l’eccessiva semplificazione e la radicalità di alcune critiche, soprattutto in un momento difficile come quello che sta attraversando il nostro paese, contribuiscono, più che alla ricerca di soluzioni, a rafforzare la persistente delegittimazione dell’istituzione parlamentare e dei partiti, con il conseguente rischio di veder confusi i costi della politica con quelli della democrazia rappresentativa.
Il rischio che si creino ulteriori strappi tra i cittadini e la politica esiste. Nessuno lo nega. E’quindi urgente dare risposte adeguate .
Resto convinto che nelle prossime settimane, consapevoli della vastità e delle articolazioni presenti in Parlamento, riusciremo ad avviare un confronto sul tema dei costi della politica e saremo in grado di proporre una definizione organica dei vari aspetti che riguardano il funzionamento delle istituzioni democratiche e lo status del parlamentare, rinunciando possibilmente, all’approvazione di norme occasionali .
Mi auguro infine che cresca l’attenzione in sede parlamentare verso la non più rinviabile necessità di approvare una normativa che disciplini in modo organico la figura dei partiti politici e che ne definisca la natura giuridica e i requisiti necessari per partecipare alla vita istituzionale del Paese .
Cordialmente.
Ugo Sposetti
