– Sviluppo sostenibile. Risanamento igienico-sanitario e lotta al dissesto idrogeologico. Semplificazione normativa.
Sono queste le parole chiave nell’agenda di Marco Mattei. Per dieci anni sindaco di Albano Laziale è approdato alla Pisana come assessore regionale con delega all’Ambiente.
Membro esterno della giunta Polverini, per Mattei, l’introduzione dei vitalizi approvata di recente alla Pisana non è stata così scandalosa. Ha corretto un’anomalia per chi non ha avuto la possibilità di candidarsi.
Come è la situazione politica in Regione Lazio?
“Penso sia stabile – afferma Mattei -. Anzi, credo sia una delle realtà politiche del centrodestra eccellenti, perché la giunta Polverini raccoglie in sé tutte le forze politiche, anche quelle che prima erano separate. Si è creata una coalizione che durerà nel tempo”.
Se dovesse dare un giudizio all’azione politica di Renata Polverini, come la definirebbe?
“Coraggiosa e di grandi capacità amministrative, ma anche di spiccato valore politico per le attività che sta svolgendo in quanto presidente e commissario della Sanità con il piano di riordino e soprattutto quello di rientro. Gestire una regione che ci è stata lasciata senza fondi con una voragine di 25 miliardi di disavanzo di cui un miliardo e 650 milioni solo per la Sanità non è facile. Credo stia facendo molto bene”.
Il nostro quotidiano online ha lanciato un “referendum” sul gradimento di Renata Polverini. Su circa 2000 votanti oltre 1800 hanno detto di non apprezzarla. Come è percepita la presidente in Regione?
“Intanto rimango sbalordito per il risultato perché la presidente Polverini è una persona molto vicina alla gente, sempre presente nelle manifestazioni di governo. La solidarietà è un punto di riferimento principale. In Regione – continua – credo sia percepita come una leader energica, soprattutto perché ha cambiato molte delle abitudini negative che c’erano prima. E’ chiaro quindi che all’inizio questo abbia comportato qualche problema. Tutto però è stato fatto nell’interesse dei cittadini e per risanare una regione che era devastata”.
Un bilancio del suo assessorato?
“Il mio è un assessorato molto complesso – dice Mattei -. Per alcuni profili il bilancio che posso tracciare è molto positivo. Abbiamo affrontato una serie di emergenze che non sono ancora risolte, ma per le quali siamo a buon punto: parlo dell’arsenico o del risanamento igienico-sanitario delle acque. Abbiamo ottenuto buoni risultati anche sul piano dell’assetto idrogeologico e l’accordo di programma sul dissesto idrogeologico che è uno dei problemi più gravi.
Stiamo lavorando per riorganizzare alcuni degli aspetti più importanti come la vincolistica, puntiamo ad alleggerire i tempi sulla richiesta dei pareri da parte dei cittadini e stiamo rivedendo procedure come la Via, Valutazione di impatto ambientale e la Vas, Valutazione ambientale strategica.
Sono ombre e luci che si alternano ed è evidente che siamo ancora nella fase programmatoria. Credo ci saranno grandi soddisfazioni a fine mandato per quello che sarà riuscito a fare l’assessorato all’Ambiente”.
Quali sono le priorità?
“Stiamo cercando intanto la piena attuazione del risanamento igienico-sanitario con la messa in opera di tutti i finanziamenti che abbiamo sui depuratori, sulle fognature e gli acquedotti. Vogliamo portare a termine certe tematiche che sono state abbandonate negli anni dalle precedenti amministrazioni.
Altra priorità è andare avanti sul dissesto idrogeologico, rendendo più sicura la nostra regione e poi agire sul piano normativo per rendere più oggettivo ogni parere chiesto all’assessorato. Vogliamo puntare sullo sviluppo e su un’economia eco-sostenibili, mettendo l’ambiente al centro di ogni attività umana per preservarlo”.
Tornando alla questione dell’arsenico, con la scadenza della proroga dell’Unione europea sui livelli consentiti come vi comporterete? Che fine hanno fatto i finanziamenti destinati ai dearsenificatori?
“La domanda, posta in questo modo, lascia trasparire una certa sfiducia. In realtà, da questo punto di vista siamo molto soddisfatti perché la Polverini ha messo in campo ingenti finanziamenti per risolvere la questione. Dal nulla abbiamo consegnato 27 potabilizzatori, alcuni dei quali in provincia di Viterbo, e che contiamo di vedere funzionanti dal 2012, anno in cui scade la proroga europea”.
La Provincia ha istituito un gruppo scientifico per la progettazione di azioni utili a prevenire il rischio di inquinamento del lago di Vico. Quale sarà l’impegno della Regione?
“Siamo vicini alla Provincia e ai comuni del Viterbese in ogni situazione. Parte dei 56 milioni di euro stanziati per per il risanamento igienico-sanitario della acque saranno volti anche verso il lago di Vico per lo storico problema della presenza di costituenti chimici nelle acque che devono essere eliminati o quantomeno attenuati”.
Di recente, il consigliere Battistoni l’ha ringraziata per il suo impegno nella lotta al cinipide. Che tipo di provvedimenti avete preso?
“Questa è una materia prettamente agricola – specifica l’assessore -. Il consigliere Battistoni sempre attento alla tematica ci ha sollecitato come assessorato per rivedere alcuni vincoli che erano stati messi in maniera forse poco opportuna e che impedivano paradossalmente di contrastare questo parassita.
Abbiamo, così, chiesto ai ministeri competenti di intervenire per riproporre una modifica del dpr 357/97 che attualmente vieta l’introduzione del torymus nei siti Natura 2000. Stiamo cercando di far capire, anche da un punto di vista scientifico, che non è possibile permettere la distruzione di boschi di castagno. Proprio con Battistoni abbiamo fatto il primo passaggio portando in giunta la delibera su Natura 2000 per poter consentire l’inserimento del torymus. C’è grande attenzione e mi auguro anche che l’Unione europea si muova in questa direzione, eliminando i divieti che impediscono l’eradicazione totale”.
Come valuta la crisi economica?
“La crisi purtroppo è mondiale e l’Italia ha dovuto scontare un debito storico – afferma Mattei -. Non voglio scaricare le colpe e non dico non ci sia stata una responsabilità diretta degli ultimi dieci o quindici anni. Ma se ci troviamo di fronte a queste cifre che superano il miliardo di debito pubblico, non può dipendere solo da questo ultimo periodo.
Non ci dobbiamo scoraggiare. Anzi, citando il cardinale Vallini dico di “non abbandonarci al pessimismo e anzi di reagire con grande energia”. Credo che l’Italia e gli italiani siano in grado di uscire da questa crisi meglio degli altri popoli. Il cambio di governo ha impedito di portare avanti le riforme dell’esecutivo di Berlusconi e anche quelle che con la giunta Polverini stavamo cercando di mettere faticosamente in campo a livello regionale. Vediamo ora come andrà avanti il presidente Monti.
La situazione è complessa. L’opinione pubblica ha smorzato i toni da quando Berlusconi è uscito di scena e questo credo sia sbagliato anche perché adesso siamo di fronte a un’azione più energica e iniqua rispetto a quanto stava facendo l’ex premier. Eppure su questo si sente un grande silenzio. Probabilmente tutto era legato al fatto che il centrosinistra non poteva sopportare che a “tirarci fuori dalle secche” fosse proprio il governo Berlusconi”.
In un momento di tagli e sacrifici, la Regione Lazio introduce il vitalizio agli assessori esterni. Come giudica questo provvedimento?
“L’aula ha deciso, come per molte regioni d’Italia, di eliminare il vitalizio se non in forma contributiva, dalla prossima legislatura. Chi ha votato questa manovra, credo abbia fatto un ragionamento logico.
Anche la scelta della Polverini è stata coraggiosa e va in una direzione di equità.
Prendendo in considerazione il mio caso, la follia di queste norme è che, in dieci anni da sindaco di Albano Laziale sono stato portato in tribunale per sospendere con un blocco dei versamenti pensionistici la mia professione di medico. Lavoro che mai avrei abbandonato. Come sindaco non ci sono stati versamenti. Da quando sto in Regione continuo a soggiacere a questa norma che di fatto mi impedisce di esercitare il mio mestiere e pertanto anche in questi due anni non ho versato nulla.
Il risultato è che dopo 25 anni di professione mi ritrovo con dodici anni di mancato versamento. Per molti di noi non c’è stata la possibilità di essere candidati. Credo che un’equiparazione alle altre regioni d’Italia non sia scandalosa. Anche perché non dimentichiamoci il punto fondamentale: i vitalizi saranno eliminati dal 2015. Il centrosinistra ha fatto demagogia anche in questo caso”.
Paola Pierdomenico
