Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo può voltare pagina. Dopo la sentenza della corte costituzionale, il sindaco ha dovuto lasciare un incarico e ha scelto di fare il sindaco a tempo pieno. Lo avrebbe dovuto fare sin da maggio del 2008, anziché aspettare di essere costretto. Pazienza. Meglio tardi che mai.
Dopo il pronunciamento del Tar che, su iniziativa dei consiglieri del gruppo del Partito democratico, ha annullato tutti gli atti per la nomina degli assessori a causa del mancato rispetto della norma sulla rappresentanza femminile, segnando una vittoria delle donne viterbesi che si estende a tutte le elettrici italiane, ora il sindaco ha l’occasione di voltare pagina.
Avrà la forza politica e il coraggio personale? Purtroppo, questi ultimi sono ingredienti che non si acquistano in alcun alimentari.
Noi, come Pd, diciamo cose molto semplici e chiare: nomini una giunta con sei assessori di cui tre donne, risparmi quattro indennità, visto pure che sul bilancio 2011 graverà quella del sindaco. Chiediamo, poi, che non nomini gli inquisiti: un po’ di pulizia non guasta mai.
Anticipazioni riportate dai giornali parlano invece di una giunta a dieci. Alla faccia della coerenza. In campagna elettorale (primavera 2008), parlando di discontinuità, il sindaco si impegnò cogli elettori a non nominare dieci assessori in giunta.
La politica ha bisogno di recuperare prestigio e seppellire le vecchie logiche. Sindaco, prendi un po’ di coraggio e opera. Il baratro è vicino.
Ugo Sposetti
Capogruppo del Pd al Comune di Viterbo
