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“L’agricoltura è indebolita ma resta settore trainante”

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L'assessore provinciale all'Agricoltura Franco Simeone

L'assessore provinciale Franco Simeone

– “Analizzando il rapporto Upi – Eures 2011 sullo stato delle province laziali, si evince che il settore agricolo della Tuscia , pur indebolito rispetto al passato, continua ad essere il più virtuoso del Lazio. Segno evidente che è necessaria una forte azione in grado di rilanciare l’attività del comparto, conservando e rafforzando al tempo stesso, le produzioni tradizionali”.

L’assessore provinciale all’Agricoltura Franco Simeone ha esaminato a fondo i dati emersi dall’analisi sullo stato delle province laziali realizzato dall’Unione Province Italiane e dall’Eures.

Il rapporto, alla voce agricoltura recita: “Il settore agricolo, pur indebolito, rimane il più virtuoso del Lazio in termini di contributo al valore aggiunto complessivo (340 milioni di euro nel 2009, pari al 5,2% del totale provinciale, a fronte dell’1% su base regionale).

Il settore agricolo negli ultimi anni ha registrato notevoli difficoltà legate, al di là della congiuntura negativa, sia all’aumento dei fattori di produzione (come il gasolio agricolo e i concimi), sia alla forte concorrenza straniera; tale comparto tuttavia, data la permanenza di un sistema produttivo fortemente tradizionale, rimane, in termini relativi, il più importante tra le province del Lazio. Come già segnalato in altre analisi sull’economia locale, per rilanciare il settore appare oggi necessario puntare su prodotti di qualità certificata, che siano funzionali al sistema economico locale (turismo, commercio, ristorazione) così da promuovere lo sviluppo dei sistemi agroalimentari locali”.

Nel rapporto poi si legge: “Osservando l’andamento settoriale delle imprese attive, si nota nel complesso una diminuzione di quelle agricole (-0,9%, pari a 118 unità), del commercio (-0,5%, pari a 38 unità) e delle imprese manifatturiere (-0,8% pari a 17 unità). Nonostante ciò, rispetto al contesto regionale, così come si è potuto costatare osservando i dati sul valore aggiunto, si osserva immediatamente la perdurante presenza del tessuto imprenditoriale di natura ‘tradizionale’ in cui emerge la centralità del settore agricolo, che assorbe il 36,4% delle imprese sul territorio”.

“Questi dati – aggiunge Simeone – indicano che l’agricoltura nella nostra provincia continua a fare da traino all’economia nonostante una serie di fattori ne abbiano provocato negli ultimi anni un indebolimento. Dati non positivi ma incoraggianti al tempo stesso, che ci devono stimolare a lavorare con più impegno e determinazione portando avanti il percorso fin qui intrapreso con successo. Serve puntare sulla qualità delle nostre produzioni tipiche attraverso un’azione che renda l’agricola forza trainante e funzionale allo sviluppo di tutti gli altri settori economici, dal turismo al commercio, dalla ricettività alla gastronomia. E’ necessario quindi – conclude l’assessore – certificare sempre di più la qualità delle nostre produzioni nei confronti della concorrenza straniera, e puntare sull’agriturismo come chiave di volta per unire agricoltura, turismo ed enogastronomia in un’unica strategia di sviluppo”.


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